Spara in un night club gay: 50 morti, rivendica l'Isis

È successo a Orlando, in Florida. L'uomo ha fatto irruzione armato nel locale, almeno 53 i feriti. Fbi indaga su terrorismo islamico

L'abbraccio dopo la paura
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12 Giugno 2016 - 10.29


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Paura in Florida dove un uomo ha fatto irruzione armato in un locale gay a Orlando, in Florida, e ha cominciato a sparare all’impazzata uccidendo 50 persone e ferendone 53. L’uomo, armato di un fucile d’assalto e di un “altro tipo di ordigno” si era barricato dentro al “Pulse” con degli ostaggi ma è stato ucciso dalla polizia. L’Fbi – afferma la Cnn citando fonti dell’agenzia federale – sta indagando su possibili legami tra la strage e il terrorismo islamico.

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Ma in serata, attraverso la sua agenzia Amaq ha dichiarato: “L’attacco che ha preso di mira il gay club di Orlando, in Florida, e che ha provocato 100 tra morti e feriti, è stato compiuto da un combattente dello Stato islamico”.

Il killer sarebbe Omar Seddique, era del 1986 ed era americano, originario della città Port St.Lucie, in Florida. Secondo la ricostruzione della polizia di Orlando, la sparatoria è cominciata all’interno ed è continuata fuori quando una guardia che lavorava nel locale ha tentato di affrontare l’aggressore. Quest’ultimo si è ritirato nel retro del club e ha ripreso a sparare prendendo degli ostaggi. La polizia ha quindi deciso di intervenire con delle ‘esplosioni controllate’ per farsi largo nel locale. Almeno nove agenti hanno preso parte alla sparatoria con l’assalitore. Uno di loro è rimasto leggermente ferito. Al momento dell’attacco si suppone ci fossero oltre 100 persone dentro il club.

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Diverse persone hanno chiesto aiuto con messaggi su Twitter. “Quattro di noi sono ancora nascosti – ha scritto uno di loro – le luci sono spente nel club. I poliziotti sono qui, ma non sono ancora entrati”. All’interno del locale c’erano almeno 100 persone quando sono iniziati i colpi. 

“Sono state colpite molte persone”. Lo ha dichiarato la polizia di Orlando arrivata fuori dal locale. Gli agenti “stanno rispondendo ai colpi”, hanno riferito i media locali senza fornire altri dettagli né spiegare se la polizia sia entrata nel club.

Sulla pagina Facebook del club, quando un’ora fa un uomo ha fatto irruzione nel locale ed ha iniziato a sparare, era stata postata la scritta: “Uscite dal locale e mettetevi a correre”.

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Secondo i testimoni, che continuano a postare messaggi su Facebook e Twitter, c’erano almeno 100 persone all’interno del club quando sono iniziati i colpi. Si tratta della peggiore strage di massa a nella storia Usa.

Il fucile d’assalto AR-15 usato da Omar per compiere il massacro nel gay club ad Orlando è dello stesso tipo di quelli usati dal killer Adam Lanza, autore della strage alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown con 26 morti, e dai terroristi dell’attentato a San Bernardino, in California, dove morirono 14 persone. Lo ha detto il capo della Polizia di Orlando, John Mina.

Dopo la strage di Orlando, sono state rafforzate le misure di sicurezza per il Gay Pride festival in programma oggi a Washington. Lo ha annunciato il sindaco della capitale Usa.

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Il padre del killer: l’odio contro i gay è il movente della strage. Potrebbe essere un bacio tra due gay la molla che ha fatto scattare la rabbia a Omar Seddique. È quanto ha sostenuto  il padre del killer alla Nbc News. “Il movente religioso non c’entra nulla, ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato”, ha detto Mir Seddique. “Siamo scioccati come il resto dell’America”, ha aggiunto.
Entrambi i genitori sono originari dell’Afghanistan, ma Omar Mateen era nato a New York. Nel 2009 si era sposato con una donna del New Jersey, dalla quale aveva divorziato nel 2011, dopo aver avuto un figlio, che oggi ha 3 anni, che, secondo quanto riferito dal padre, sarebbe stato presente quando il killer ha visto il bacio tra i due gay.
Il killer avrebbe inneggiato all’Isis. Il killer avrebbe giurato fedeltà all’Isis durante la presa di ostaggi nel gay club. È quanto ha detto alla Cnn il senatore repubblicano Adam Schiff, membro della commissione di Intelligence alla Camera Usa, che ha citato funzionari della Homeland Security.
Il governatore della Florida: è terrorismo. “È chiaramente un atto di terrorismo”. Lo ha detto il governatore della Florida, Rick Scott, in conferenza stampa.
Arcigay, odio verso un simbolo della libertà. “Che si sia trattato di attacco terroristico o di crimine d’odio, la comunità lgbt ricorre come bersaglio esplicito di entrambi i fenomeni: essa viene colpita in quanto destinataria di un odio particolare o perché, come in altri fatti analoghi, rappresentativa dell’esercizio della libertà, in un luogo di divertimento”. Così Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay commenta la strage di Orlando.

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