La pedofilia diventa un business familiare con il live streaming

Webcam e internet connettono gli orchi con i poveri villaggi, dove i genitori costringono i bambini a denudarsi

Una bambina filippina
Una bambina filippina
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31 Maggio 2016 - 11.00


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Quando la polizia filippina ha fatto irruzione in casa, in una camera da letto ha trovato tre bambine di undici, sette e tre anni distese nude su un letto.
All’altra estremità della stanza c’era la madre di due delle bambine – la terza era la nipote – e sua figlia maggiore, di 13 anni, che stava chattando su una tastiera. Attraverso una webcam tre uomini bianchi stavano vedendo la scena – orribile – delle bambine e attraverso la chat comunicavano le loro richieste.
Una agente sotto copertura si era infiltrata in un povero villaggio due settimane prima del raid. Fingendo di essere un Japayuki, un termine gergale per indicare una prostituta filippina che vive in Giappone, aveva convinto una persona del luogo a presentarla ai bambini.
La sua falsa veste aveva lo scopo di mettere tutti a proprio agio, per mostrar loro che anche lei aveva lavorato nel mondo del sesso; lei era una di loro.
Dopo alcuni giorni una bambina raccontò degli show. Genitori che utilizzano i figli, anche attraverso internet. Da lì l’azione della polizia.

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Secondo le Nazioni Unite ci sono decine di migliaia di bambini che si ritiene essere coinvolti in un settore in rapida espansione e che produce un giro d’affari di un miliardo di dollari.
In alcune zone delle filippine, si è scoperto, intere comunità vivono di questo business pedofilo, grazie a internet, alle webcam e alla facilità di trasferimento del denaro per i pagamenti. Ed è un problema investigativo: mentre i pedofili prima scaricavano foto e video sui loro hard disk e potevano essere rintracciati dalla polizia, la diretta streaming – spesso criptata – garantisce l’anonimato e la moltiplicazione degli affari.
Così le polizie internazionali si stanno mobilitando: è stata varata la Virtual Global Taskforce, un pool di polizie con l’Interpol che si stanno concentrando nella lotta contro la pedofilia che viaggia sullo streaming.
Il mese prossimo, l’Unicef lancerà una campagna per educare i giovani sui rischi del mondo online. Non basterà. Ma è qualcosa

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