La notizia è di quelle da non sottovalutare, per la potenzialità distruttiva che comporta: l’esercito cinese è pronto a inviare sottomarini armati di missili nucleari nell’Oceano Pacifico per rispondere alla rafforzata presenza militare americana nell’area. Pechino ha detto che di fronte a questa situazione non ci sono alternative.
E così cresce la tensione tra i due governi.
Si tratta di una prima risposta al dislocamento del sistema anti-balistico statunitense Thaad nella Corea del Sud e allo sviluppo americano di missili ipersonici potenzialmente in grado di colpire la Cina in meno di un’ora dopo il lancio.
La Cina sta lavorando sulla tecnologia dei missili balistici sottomarini da circa 30 anni. Ma fino ad oggi, Pechino aveva perseguito una politica di deterrenza con molta cautela, dichiarando che non avrebbe mai fatto ricorso per prima alle armi nucleari.
Ora il dispiegamento di sottomarini nucleari armati potrebbe avere implicazioni di vasta portata e potrebbe portare a ulteriori tensioni nella già tesa situazione di stallo strategico tra Cina e Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale.
Martedì scorso, un aereo spia statunitense e due jet da combattimento cinesi hanno rischiato la collisione a 50 miglia dell’isola di Hainan dove sono di base quattro sottomarini balistici cinesi mentre un quinto è in costruzione.
La stessa visita di Obama in Vietnam e la decisione di vendere armi americane ad Hanoi non è stata vista di buon occhio da Pechino, dal momento che Washington ora sta facendo sponda ai vietnamiti, sempre più insofferenti per la preponderante presenza cinese nell’area.
