Da Bengasi a Tripoli: la mappa delle milizie che comandano in Libia

Nonostante l'entrata in scena del governo di concordia nazionale di Fayez al-Serraj, il loro ruolo, dalla rivoluzione contro Gheddafi, non si è ridimensionato

Miliziani in Libia

Miliziani in Libia

globalist 20 maggio 2016

Che la Libia fosse uno stato unito non è mai stato vero. Tripolitania, Cirenaica e Fezzan si sono sempre considerate realtà distinte. E al loro interno il ruolo delle diverse tribù ha sempre giocato un ruolo importante.


La monarchia prima e il regime di Gheddafi (con tutti i limiti di un regime dispotico) avevano rappresentato un elemento unificante o, comunque, avevano attenuato le contraddizioni in un paese dalle mille rivalità. Poi il caos. Che molti analisti avevano previsto.


Infatti ad anni dalla morte di Gheddafi da Tripoli a Bengasi, dall'ovest all'est, le milizie armate restano un fattore determinante in Libia nonostante l'entrata in scena del governo di concordia nazionale di Fayez al-Serraj, che ha l'obiettivo di pacificare il Paese. Il loro ruolo, dalla rivoluzione contro Gheddafi, non si è ridimensionato. Anzi, nelle principali città restano un fattore decisivo. L'European Council on Foreign Relations (Ecfr) traccia un quadro delle principali su base geografica, analizzandone forza e posizione rispetto al governo Serraj.

Tripoli
Allo stato attuale, i gruppi armati nella capitale possono essere divisi tra sostenitori e antagonisti del governo di concordia nazionale. Tra i primi, che sono maggioranza, si annovera la Forza di Deterrenza Libica, guidata da Abdel Rauf Kara, che ha il proprio quartier generale a Mitiga, l'unico aeroporto operativo a Tripoli. Si tratta di una milizia salafita, composta da circa 1.500 uomini, che si concentra sulla lotta contro le cellule e i simpatizzanti del sedicente Stato islamico (Is).
Stesse posizioni della milizia di Kara ha la brigata islamista Nawasi. Composta da gruppi armati originari dell'area di Suq al-Jumaa, la milizia si oppone all'Is e protegge Serraj.
Un'altra potente milizia è la Brigata dei rivoluzionari di Tripoli, la più grande nella capitale, con alla guida Haitham Tajouri. La sua priorità è proteggere i considerevoli interessi che il suo capo ha in città, mentre per il momento ha una posizione ambigua nei confronti del governo di Serraj. Contrari all'esecutivo si dichiarano, invece, alcuni leader islamisti che provengono dal 'defunto' Gruppo di combattimento islamico libico.

Misurata
La città di commercianti ospita alcune delle più grandi e potenti milizie del Paese. A Misurata la maggior parte degli esponenti dell'imprenditoria e della politica sostiene il governo Serraj, primo tra tutti l'attuale vice premier, Ahmed Maiteeq. Questo ha fatto sì che l'esecutivo mediato dall'Onu possa contare in città sul sostegno dei due principali gruppi armati, le brigate Halbous e Mahjoub.
A Misurata c'è poi Salah Badi, un controverso ex parlamentare che ha avuto un ruolo chiave nel 2014 nell'alleanza 'Alba della Libia' e che si oppone al governo di concordia nazionale.

Zintan
La piccola città montuosa ha goduto di un'influenza incredibile nella Libia occidentale dal 2011 fino all'estate del 2014, quando le sue milizie sono state cacciate da Tripoli dagli uomini di 'Alba della Libia'. Come effetto, Zintan ha perso il controllo di alcuni siti strategici, come l'aeroporto internazionale.
Alcuni suoi combattenti successivamente si sono uniti al cosiddetto Esercito Tribale, che raccoglie miliziani dell'area di Warshefana (sobborgo di Tripoli) e di clan tribali della Libia occidentale.
Attualmente a Zintan un certo numero di forze è favorevole al generale ribelle Khalifa Haftar, mentre altre ne hanno preso le distanze. Alla luce delle perdite subite nel 2014, le milizie di Zintan stanno valutando come sfruttare la nuova situazione. (segue)

Bengasi
Continuano i combattimenti in città tra le forze che si sono unite all''Operazione Dignità' di Haftar e i loro oppositori, sebbene la presenza di quest'ultimi da febbraio sia limitata solo a pochi quartieri. Una milizia chiave tra i rivali di Haftar è il Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi, un'organizzazione-ombrello che raccoglie fazioni islamiste e che si autodefiniscono rivoluzionarie. Vi fa parte anche Ansar al-Sharia. Il Consiglio della Shura combatte insieme all'Is contro le forze di Haftar.
All'interno del campo dell''Operazione Dignità', invece, un ruolo centrale ce l'ha la forza speciale Saiqa, guidata da Wanis Bukhamada, una figura molto popolare a Bengasi.
In entrambi gli schieramenti di recente sono emerse profonde spaccature. Nel campo di 'Operazione Dignità' alcuni comandanti hanno contestato la leadership di Haftar. Tra questi Mahdi al-Barghathi, il ministro della Difesa designato del governo Serraj. Allo stesso modo anche all'interno del Consiglio della Shura dei rivoluzionari di Bengasi ci sono tensioni perché alcune fazioni vorrebbero che il gruppo prendesse le distanze dall'Is.