Grecia: evasori esattori scrittori e giornalisti

Ora il giornalista Kostas Vaxevanis arrestato per aver pubblicato i nomi degli evasori. Bastava leggere il romanzo di Petros Markaris L'Esattore. [Pino Bruno]

Pino Bruno 29 ottobre 2012
[b]di Pino Bruno[/b]



Profetico Petros Markaris! Chissà se il giornalista Kostas Vaxevanis ha letto il romanzo [i]L’Esattore[/i], il secondo libro della trilogia che Markaris ha dedicato alla crisi greca. Certo è che la fantasia dello scrittore ha superato la realtà della cronaca. Vaxevanis è stato arrestato oggi per aver pubblicato sulla rivista Hot Doc i nomi di duemila e passa evasori fiscali che hanno nascosto i soldi in Svizzera. Il protagonista del romanzo gli evasori li punisce con un “condono tombale”. Il giornalista li ha fatti conoscere ai connazionali che subiscono gli effetti della devastazione economica provocata innanzitutto dall’evasione fiscale.




La lista pubblicata da Vaxevanis non è altro che l’elenco trasmesso due anni fa dalla Francia al ministero greco delle finanze, cioè il dossier Lagarde. Il governo nascose tutto nel cassetto. C’erano nomi illustri, anche ex ministri, tra quanti avevano portato i soldi all’estero.



“La storia del dossier Falciani-Lagarde – scrive Ettore Livini sulla Repubblica – è una metafora potentissima dei guai della Grecia. L’elenco fa parte delle migliaia di nomi di correntisti svizzeri della Hsbc “rubati” dal banchiere Herve Falciani dai sistemi informatici della Hsbc e comprati dalla Germania per combattere l’evasione fiscale. Il documento è stato distribuito poi a tutte le cancellerie europee e Lagarde ha preso l’incarico di farlo avere alla Grecia, prendendo appuntamento con l’ex ministro delle finanze George Papaconstantinou. Da lì è partito il cinema. Papaconstantinou (dopo aver visto che nella lista c’erano molti nomi noti del suo dicastero, dicono le malelingue) ha bloccato la pubblicazione in attesa di avere il via libera dai legali per evitare problemi con la privacy. E ha girato una copia del dischetto alle Squadre anti-frode guidate da Yannis Kapeleris. A quel punto è calata la nebbia. Il ministro passava il cerino in mano a Kapeleris, Kapeleris pensava dovesse occuparsene l’esecutivo. Morale: la lista, guarda un po’, è scomparsa nel nulla per due anni. Fino a quando Evangelis Venizelos, potente ex ministro delle Finanze dopo Papaconstantinou e leader dei socialisti del Pasok – pressato dalle richieste del suo erede Yannis Stournaras – ha ammesso l’esistenza della lista sostenendo però che il contenuto era andato perso…”.




Ma torniamo al romanzo di Markaris. Il “Camilleri greco” racconta un paese messo in ginocchio da decenni di pessima politica, schiere di furbetti della finanza, fatalismo levantino e troike vampiresche. Nessuna cronaca da Atene e dintorni è riuscita finora ad affrescare la Grecia di questi anni meglio di Markaris, che nei primi libri della trilogia scende nel ventre profondo del paese, dà voce alla gente vera, scava nei cuori della generazione che la crisi l’ha provocata e di quelli di chi la subisce. C’è poi il dietro le quinte della politica e dei palazzi del potere economico, che vivono con terrore il vendicatore fiscale.



Già, perché il protagonista dell’”Esattore” uccide con la cicuta chi evade le tasse. Prima avverte i predestinati, con un messaggio personale che diffonde anche sul web. Se l’evasore paga, bene. Altrimenti scatta il condono tombale, cioè la morte. La cicuta è la metafora della Grecia classica, il veleno di Socrate.

Nella realtà Kostas Vaxevanis ha fatto bene il suo lavoro di giornalista, ma oggi hanno mandato quindici poliziotti ad arrestarlo.



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