Bambini uccisi in Afghanistan: scontro Onu-Usa

Il Comitato Onu sui Diritti dell'Infanzia denuncia il crescente numero di giovani vittime sotto le bombe delle truppe Usa e Nato. La replica: «Numeri falsi».

Desk 8 febbraio 2013
Il Comitato Onu sui Diritti dell'Infanzia ha espresso la sua «preoccupazione» in relazione a un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato nel mese di aprile, secondo cui nel 2011 gli attacchi delle forze americane e afghane sotto l'ombrello Nato in Afghanistan avrebbero provocato la morte di 110 bambini e il ferimento di altri 68.



In un rapporto stilato dal Committee on the Rights of the Child e anticipato dall'agenzia France Presse, l'ufficio di Ginevra condanna «l'uso indiscriminato della forza» da parte delle truppe Usa e lamenta una mancanza di giustizia nei confronti di coloro ritenuti resposnabili degli omicidi.



Ma dal quartier generale delle forze statunitensi in Afghanistan è arrivata immediata la replica: sono
«categoricamente infondate», «prive di sostanza» e «totalmente false» le informazioni contenute nel rapporto del Comitato dell'Onu sui diritti del bambino. Nei fatti, si dice in un comunicato americano, la forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato), di cui le forze statunitensi sono la maggioranza, «hanno ridotto nel 2012 del 49% le vittime civili rispetto all'anno precedente».



In particolare, si legge ancora nella nota Usa, «il numero di bambini che sono morti o sono rimasti feriti come risultato delle nostre operazioni aeree è sceso del 40% lo scorso anno rispetto al 2011». Non si deve dimenticare, prosegue la presa di posizione, che «nel rapporto sulle vittime civili pubblicato in agosto 2012 dalla Missione dell'Onu di assistenza all'Afghanistan (Unama) si sostiene che l'84% di tutti i civili uccisi o feriti nel paese sono caduti vittime degli insorti».