Anche la Russia vuole i danni di guerra dalla Germania

Dopo la Grecia, anche la "Duma" russa crea una commissione per calcolare i danni di guerra inflitti dalla Germania e chiedere un risarcimento, si parla di centinaia di miliardi<br>

redazione 6 febbraio 2015

Una notizia che giunge da Mosca dimostra ulteriormente quanto la guerra finanziaria in corso nel triangolo Occidente-Mosca-Grecia rischi di farsi senza ritorno: la "Duma" di Stato, ovvero la camera bassa del Parlamento russo, ha istituito un gruppo di lavoro per calcolare i danni causati dalla Germania con l'attacco del 1941 all''Unione Sovietica. Nelle settimane scorse anche la Grecia era tornata a far sventolare questo spettro dopo la lunga occupazione subita dalle armate hitleriane.




Il conteggio che risulterà dall''indagine dei deputati dovrebbe essere poi presentato alla cancelliera Angela Merkel come richiesta di riparazione , e tutto questo ovviamente capita dopo la polemica uscita di Mosca dall'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ed alla luce dei rapporti sempre più tesi con la Germania e l'Ovest.




"La Germania non ha mai pagato alcun risarcimento per la distruzione arrecata all'URSS e le atrocità commesse durante la seconda guerra mondiale- dice il deputato Mikhail Degtyarev- gli accordi di Yalta prevedevano solo che alcuni beni tedeschi (principalmente mobili, vestiti, attrezzature industriali) rimanessero trofeo di guerra alla parte sovietica, ma certo non rappresenta una compensazione per il danno arrecato all'economia dell'USSR."


Secondo i primi calcoli , solo le perdite materiali sono state stimate a 600 miliardi di dollari ma il conteggio, per quanto teorico, appare in difetto poichè più o meno la stessa cifra è stata calcolata dalla piccola Grecia per le devastazioni e gli assassinii commessi dall'armata nazista sul suo territorio. In ogni caso, sembra proprio che si si stia aprendo una nuova partita: se la Germania continuerà a pretendere rigore, il medesimo rigore verrà chiesto sia pure in chiave retroattiva dai Paesi che oggi si vedono costretti a combattere la guerra del danaro. Anche se non si capisce ancora in quale sede.