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Grecia, primi 200 migranti trasferiti in Turchia: violazione inaccettabile

202 rinvii messi in atto dalla Grecia a seguito dell'accordo Ue-Ankara. Centro Astalli: primo atto di una messa in scena gravissima. Save the Children: ripensare il piano.

Migranti, le associazioni contro i primi rimpatrii: violazione inaccettabile
Migranti, le associazioni contro i primi rimpatrii: violazione inaccettabile

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4 Aprile 2016 - 22.00


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Sono iniziati questa mattina all’alba i [url”primi trasferimenti”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=87168&typeb=0&migranti-al-via-le-prime-espulsioni-dalla-grecia-alla-turchia[/url] previsti nell’ambito dell’accordo tra Ue e Turchia per limitare gli arrivi di migranti in Europa. 202 persone sono state fatte imbarcare dalle isole greche di Lesbo e Kios per essere riportate in Turchia. Contestualmente è arrivato ad Hannover, in Germania, il primo gruppo di sedici rifugiati siriani accolti in base allo stesso accordo. “Assistiamo al primo atto di una messa in scena gravissima ai danni dei migranti. Il traffico di esseri umani non si combatte colpendo le vittime – commenta padre Camillo Ripamonti, direttore del Centro Astalli -.Si tratta di violazioni inaccettabili ai danni di persone che vengono respinte perché colpevoli di aver tentato di giungere in Europa”.

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Centro Astalli. Secondo Ripamonti, anziché respingimenti di massa, servirebbe l’apertura di canali umanitari. “L’Unione Europea continua a non rispondere alla domanda principale: come è possibile oggi arrivare a chiedere asilo in Europa senza affidarsi ai trafficanti? – aggiunge -. Al momento non ci sono alternative legali. Ci pare ampiamente dimostrato che innalzare muri non basta e soprattutto non serve. Oggi si calpestano 60 anni di lavoro sui diritti umani. Il Centro Astalli chiede ancora una volta l’attivazione immediata di visti umanitari per chi scappa da guerre e persecuzioni e ribadisce l’urgenza di creare vie alternative al traffico di esseri umani nel rispetto dei diritti dei migranti.Rimane fondamentale che la gestione dei rifugiati sia fatta al livello europeo in maniera unitaria e organizzata, mettendo da parte egoismi e interessi nazionali”.

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Save the Children. Save the Children chiede che l’Unione Europea ripensi al piano di rinvii dei migranti verso la Turchia. L’associaione si dice “sconvolta dalla mancanza di tutele per i migranti respinti e chiede ai leader europei di ripensare urgentemente la loro proposta sospendendo tutti i trasferimenti verso la Turchia fino a quando ci sarà la garanzia che coloro che necessitano di protezione internazionale possano effettivamente riceverla”. “Save the Children è convinta che il modo in cui si sta implementando l’accordo UE-Turchia sia illegale e inumano. L’accordo rischia di minare il principio stesso della protezione internazionale per le persone vulnerabili in fuga da guerre e persecuzioni”, afferma Simona Mortolini, Responsabile Team Save the Children in Grecia. “Invitiamo con forza i leader europei a sospendere i rinvii fino a quando non saranno messe in atto le necessarie salvaguardie legali e procedurali che assicurino il rispetto dei diritti umani”. Preoccupazione per la “detenzione dei richiedenti asilo e alle condizioni deplorevoli del centro di detenzione di Moria sull’isola greca di Lesbo, dove più di 1.000 bambini, molti in viaggio da soli, sono rinchiusi in seguito all’accordo Ue-Turchia“.

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“La situazione all’interno del centro di detenzione di Moria si sta deteriorando rapidamente”, prosegue Mortolini. “Ci sono famiglie e bambini che stanno dormendo all’aperto, stendendo coperte sottili sulla terra fredda, perché non c’è posto per loro nei centri di ricezione sovraffollati. Il campo era stato inizialmente predisposto per accogliere qualche centinaio di persone in transito per un giorno al massimo. Ora ne ospita circa 3.300 e molti di loro vi sono rinchiusi da oltre una settimana”. “La gente continua ad arrivare sull’isola e il numero di famiglie detenute nel centro continua a crescere ogni giorno. Si tratta di una situazione estremamente pericolosa per i bambini e siamo preoccupati per il loro benessere fisico e mentale, specialmente per i minori che viaggiano soli”. “Ci sono state riportate proteste e alcune persone ci hanno detto che tenteranno il suicidio se verranno rimandati in Turchia, alcuni hanno detto che salteranno giù dalle barche. Queste persone sono veramente disperate: hanno venduto tutti i loro averi per pagarsi il viaggio dalla Turchia alla Grecia, rischiando la vita durante la traversata e non hanno nulla a cui ritornare, né in Turchia, né nei loro Paesi d’origine devastati dalle guerre, dalla violenza dilagante e dall’insicurezza”.

Arci. Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci parla di “baratto degli esseri umani, formalizzato dall’Accordo Ue-Turchia sui migranti“. “Alla discriminazione originaria dell’Agenda europea sull’immigrazione secondo la quale possono essere ricollocate esclusivamente persone con una nazionalità che registra un tasso medio di riconoscimento dello status di rifugiato pari al 75% – siriani, eritrei ed iracheni – si aggiunge una discriminazione sul comportamento adottato dal siriano in fuga. – sottolinea – Se per salvarti la vita l’hai messa a rischio su un gommone verso le coste greche, violando però le leggi di ingresso, allora sei un siriano di serie B il cui destino sarà il rientro in Turchia. Se invece sei un siriano attualmente presente in Turchia senza aver ancora tentato di raggiungere l’Ue, allora sei un siriano di seria A che verrà accolto – grazie a un siriano di serie B – in un paese dell’UE. Da non credere se non fosse scritto nero su bianco. Una vergogna internazionale. Una simile accordo sarebbe illegittimo e politicamente inaccettabile anche se stipulato con un paese sicuro e democratico, figuriamoci con un paese che non è né sicuro né democratico!”

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