La sindrome di Stoccolma della Serbia

In un’incursione aerea in Libia gli aerei americani hanno ucciso due diplomatici serbi che erano ostaggi dell’ISIS, adesso vorrebbero che Belgrado aderisse all’Alleanza<br>

La sindrome di Stoccolma della Serbia
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23 Febbraio 2016 - 14.39


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Proprio nel momento in cui la Nato sta esercitando le maggiori pressioni per ottenere l’adesione della Serbia, due componenti lo staff dell’ambasciata serba in Libia che erano stati fatti prigionieri dalla guerriglia islamica sono rimasti uccisi in un “raid” aereo americano, e nell’intera situazione ai toni drammatici si è aggiunto un tocco di grottesco. Se il ministro degli Esteri, Ivica Dacic dice che Belgrado è “ancora in attesa di una spiegazione ufficiale da parte degli americani”, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zacharova , aggiunge che “questa sembra proprio un tentativo di imporrela sindrome di Stoccolma, dove la vittima è costretta a farsi piacere il carnefice”.

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Zakharova ha parlato in televisione mettendo in guardia circa “la pericolosa tendenza dell’Occidente a dare inizio ad un nuovo ciclo di accuse contro la Russia per presunto bombardamento di un ospedale in Siria, mentre letteralmente giorno dopo giorno le forze della coalizione stanno distruggendo ospedali e uccidendo civili “. La portavoce ha ribadito che i membri dello staff dell’ambasciata serba venivano tenuti in ostaggio da membri dello “Stato islamico”, ha detto che era “triste, in quanto queste informazioni erano state fornite all’FBI e alla CIA, anche se ora entrambe negano di aver saputo che gli ostaggi erano lì. Tutto questo avviene in un contesto di fatto in cui l’Occidente sta gradualmente cercando di tirare la stessa Serbia nella NATO. In Montenegro le cose sono già state messe così, ai montenegrini viene detto dall’Alleanza: “Entrate a far parte della NATO, che ti proteggerà”. Adesso stanno cercando di far assare lo stesso messaggio nei confronti dei serbi”.

“Ma come si può proteggere un Paese quando si hanno le informazioni che suoi cittadini sono tenuti in ostaggio in un particolare territorio, e si va a bombardare? Dov’è la sicurezza, di che cosa stiamo parlando? Qui si tratta solo di un particolare tipo di umiliazione, l’imposizione della sindrome di Stoccolma che cerca di rendere le vittime – e di vittime ce ne sono state – pronte ad amare il carnefice ed a dire pubblicamente che vogliono stare con lui. Questo è un particolare tipo di perversione “.

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Fonti: Tanjug, TV Rossya

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