Aleppo, la città più popolosa della Siria che da anni è occupata dai guerriglieri dello Stato islamico e subisce gli attacchi dell’esercito di Bashar al-Assad, sta per cadere: la più massiccia offensiva mai condotta dai governativi e dagli “Hezbollah” e sostenuta da centinaia di incursioni dell’aviazione russa ha investito la città e ormai l’ha circondata, Aleppo ormai è isolata da quando le forze attaccanti hanno occupato la superstada che conduce fino alla Turchia, i gruppi di opposizione denunciano un “massacro” e chiedono l’immediata sospensione delle ostilità minacciando di far saltare i colloqui di pace i corso a Ginevra, ma i colloqui incontri erano già stati interrotti fino al 25 febbraio dall’inviato dell’Onu, Staffan De Mistura, e dunque è molto difficile che l’attacco venga fermato.
La battaglia è in corso almeno da tre giorni e a tentare di opporsi all’offensiva sono le bande di Liwa al-Muhajereen al-Ansar, ad Ahrar al-Sham (vicina ai sauditi), i turcomanni appoggiati dalla Turchia ed ad Al Nusra, la filiale siriana di Al Qaeda. I governativi hanno liberato due importanti sacche circondate da anni dalle forze ribelli, e al loro interno sono rimasti intrappolati 35 mila civili ma anche consistenti forze dell’esercito che si sono così unite all’attacco. Adesso a fronteggiarsi sono circa 20 mila uomini fedeli ad Assad e circa 15 mila jihadisti. Ieri le due parti della tenaglia si sono ricongiunte a Muarrasat al-Khan e dunque adesso Aleppo è circondata, ai guerriglieri non rimane che resistere casa per casa o arrendersi, e proprio questa situazione fa temere un massiccio coinvolgimento di civili, nella disgraziata Aleppo vivono ancora circa 300 mila persone.
Fonte: Agenzie
