L’indegna lezione danese

Nel 'civile' paese nordico si è giunti a 'taglieggiare' i migranti con perquisizioni corporali alla ricerca di oro e soldi.

L’indegna lezione danese
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27 Gennaio 2016 - 11.00


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di Nuccio Fava

Non c’e’ pace nel mondo del pallone. Appena dopo lo scandalo nel tennis denunciato dalla Bbc con l’implicazione pare anche di alcuni tra i maggiori tennisti attualmente impegnati negli open di Australia. Si vendevano le partite alterando i risultati e lucrando abbondantemente sulle scommesse. L’inchiesta della magistratura napoletana è solo all’inizio e tutto resta da provare con serietà, rigore e rapidità. Il disagio intanto cresce mentre diminuisce la credibilità. Colpiti milioni di sportivi e tifosi, specie ragazze e ragazzi affascinati nonostante tutto dal richiamo dello sport e della sua capacità di attrazione anche rispetto ai valori che dovrebbe rappresentare. I reati ipotizzati sono la corruzione e l’evasione fiscale con fraudolenti maneggi milionari che vedrebbero impigliati dirigenti di rilievo come Galliani, Lotito e De Laurentis. La causa di questo male profondo è la corruzione e la volontà di guadagnare a più non posso evadendo il fisco e trarre maggiori profitti. Non a caso sarebbero implicati giocatori importanti, mediatori e dirigenti di società di rilievo, con la complicità inevitabile di calciatori famosi e dei loro procuratori.

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Di affari per miliardi di dollari si è naturalmente parlato durante l’occasione della visita del presidente iraniano a Roma. Centrali i contatti e gli incontri con gli imprenditori e gli uomini d’affari fino alla riunione ufficiale in Confindustria. Forse inevitabilmente sono riamasti in ombra i delicati temi dei diritti civili che a Teheran non godono affatto”buona salute”.

Di ben altro livello l’incontro con papa Francesco: cordiale ed amichevole in collegamento con la sala stampa vaticana gremita di giornalisti. Impegno reciproco per promuovere pace e tolleranza . L’Iran-ha detto il Papa- è un fattore fondamentale per la pace e la sconfitta del terrorismo. Continua la ferocia dei taglia gola che devono essere contrastati da un vasto schieramento in favore della libertà e della solidarietà comune. Il terrorismo genera anche paura in modo sempre più globale . Se ne è avuta prova in modo fortunatamente indolore e al limite del ridicolo, alla stazione Termini dove una persona , forse un po’ mitomane , ha tranquillamente raggiunto il treno, portandosi sotto braccio un fucile. Si trattava di un’arma giocattolo, copia perfetta di un fucile vero. Una signora ha dato l’allarme e fortunatamente si è scoperto la reale situazione e il mitomane non è stato neppure fermato. Ci si può chiedere però con quale ritardo l’episodio sia stato chiarito senza però che alcuno avvertisse per tempo a quale rischio si poteva essere sottoposti. Resta in sede internazionale quello del terrorismo il problema più acuto e ormai dovrebbe essere pronta a scattare l’operazione anti Isis in Libia con la diretta partecipazione di Stati uniti,Inghilterra, Francia, Germania e ovviamente Italia. Un fronte che resterà comunque delicato per il governo Renzi che pure si è mosso con cautela e senza precipitazione. Ma per il governo resta acuta la difficoltà generale nel confronto con l’Europa e nel Senato della Repubblica in attesa di possibili sviluppi sui diritti civili. Al di là delle fanfare filo governative che esultano per l’accordo di massima che sarebbe stato raggiunto all’unanimità non escludono però che non tutti i problemi siano stati davvero risolti e che un vero accordo sia già in vista.

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C’è una forte analogia tra quanto avviene in Danimarca sulla tassa sugli immigrati e i valori addirittura prevalenti che rischiano di permeare le nostre società. In Danimarca si è giunti a “taglieggiare”i migranti con perquisizioni corporali alla ricerca di oro e soldi. E’ la cupidigia e l’ambizione per sfrenate ricchezze , successo e gloria a motivare spesso , nella storia, l’azione degli uomini. Nemmeno la narrazione evangelica dei 30 denari e lo stesso terrore di Pietro che non riconosce il suo Signore dinnanzi a Pilato, tutto questo non basta e anzi torna dolorosamente alla mente di fronte alla tassa di 1.500 euro richiesti ai migranti dal Parlamento di Danimarca. In coincidenza tragica con la giornata della memoria che ricorda l’olocausto e i campi di sterminio. Una risoluzione indegna quella danese che ferisce la dignità dell’intera umanità e per giunta può fare scuola non solo all’est ma addirittura nella Svizzera. Povera Europa che rischia di affondare Schengen e quindi se stessa, incapace com’è di affrontare adeguatamente la grande crisi migratoria che prosegue in modo non meno preoccupante degli assalti del terrorismo.

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