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Censure in Iran: elenco di parole da non pubblicare sui libri

La Repubblica islamica si abbatte ancora sui libri e su alcune parole che non potranno essere pronunciate come 'vino' il governo vuole contrastare la culturale occidentale.

Continuano le censure in Iran
Continuano le censure in Iran

Desk2

20 Gennaio 2016 - 14.34


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Nonostante la distensione con gli Stati Uniti e la sospensione delle sanzioni, l’Iran continua a disprezzare l’Occidente. Tutti i volumi pubblicati nella Repubblica islamica non dovranno contenere la parola ‘vino’ né i nomi di “animali stranieri” e di “alcuni presidenti stranieri”, come si legge nella direttiva del ministero della Cultura e della Guida Islamica di Teheran. Le nuove regole, si legge, hanno l’obiettivo di contrastare l'”offensiva culturale dell’Occidente”.

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“Quando vengono registrati nuovi libri (presso il ministero, ndr), il nostro staff deve prima leggerli pagina per pagina per accertare che non richiedano alcuna modifica editoriale in linea con la promozione dei principi della rivoluzione islamica, per affrontare efficacemente l’offensiva culturale dell’Occidente e per censurare qualsiasi insulto contro i profeti”, ha affermato Mohammad Selgi, responsabile del dipartimento del ministero che si occupa della pubblicazione dei libri.

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“Secondo le nuove regole, è vietato l’uso di parole come vino, i nomi di animali stranieri anche domestici e quelli di alcuni presidenti stranieri”, ha spiegato Selgi, citato dal sito della Bbc in lingua farsi. Selgi ha anche criticato quei libri di psicologia che “citano la masturbazione come metodo terapeutico”.

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Il dirigente del ministero della Cultura e della Guida Islamica ha quindi precisato che i libri ancora in commercio saranno analizzati per verificare che il loro contenuto non sia in contrasto con le nuove disposizioni. In un’intervista al mensile iraniano ‘Shirazi’, Selgi ha poi sottolineato che il “punto di vista ideologico” dei leader religiosi deve essere “preso in considerazione quando diamo il via libero alla pubblicazione di un libro”.

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Le parole del dirigente e le nuove regole sembrano contrastare con la linea espressa nelle scorse settimane dal ministro della Cultura e della Guida Islamica, Ali Jannati, che parlando con i giornalisti ha evidenziato che circa 8mila libri sono stati pubblicati nel 2015 in Iran e che il governo sta lavorando per migliorare le condizioni in cui si esercita la libertà di parola nelle università.

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