Il destino di Erdogan

L’attentato di Ankara condizionerà pesantemente la politica turca e a giudizio di molti la radicalizza a tutto svantaggio della statibilità mediorientale e del patto con la Ue.

Il destino di Erdogan
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11 Ottobre 2015 - 23.17


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È salito a 128 morti e a 508 feriti (di cui 65 gravi) il bilancio della strage di ieri alla stazione di Ankara. Lo ha detto il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas in una manifestazione in corso ad Ankara.  Quello che naturalmente non poteva aggiungere, che il brutale attacco terroristico di sabato è destinato a segnare il destini dell’uomo forte di Turchia.

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Alle soglie delle elezioni di novembre, ad Ankara le esplosioni gemelle dei terroristi Ankara hanno rimescolato tutte le carte.La prima esplosione è avvenuta intorno alle 10 del mattino ,la seconda è seguita segue poco dopo colpendo una manifestazione organizzata da diversi gruppi di sinistra, come il Partito democratico popolare di orientamento pro-curdo (HDP). Il primo ministro ,Ahmet Davutoglu ha annunciato tre giorni di lutto nazionale nel corso di una conferenza stampa teletrasmessa nello stesso pomeriggio:”Dobbiamo restare insieme contro il terrorismo, per difendere il nostro Paese”, ha detto Davutoglu, aggiungendo che l’obiettivo dell’attacco era l’unità turca, la democrazia e la stabilità.”Siamo certi che non esiste un singolo cittadino che non condivida il profondo dolore per coloro che hanno perso i loro cari in questi attacchi.” E questa era, insieme col sostegno e le condoglianze dei leader di altri paesi, la parte ufficiale di un evento molto tragico.

Fino ad ora, nessuno si è assunto la responsabilità degli atti di terrorismo, eppure tutti sembrano sapere chi c’è dietro e che la cosa vada bel oltre i confini della Turchia. E per rendere il quadro più chiaro è necessario una sorta di promemoria su alcuni fatti. In primo luogo, gli attacchi si sono verificati vicino a una stazione ferroviaria in cui le persone si stavano radunando per protestare contro il conflitto lo Stato ed i curdi nel sud-est della Turchia: gli architetti dell’ attacco hanno scelto il luogo e l’ evento perfetto per inviare un messaggio brutale.

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In secondo luogo, la strage si è verificata alla vigilia delle elezioni generali (fissate per il 1 ° novembre) che molti si aspettano essere cruciali per il presidente Erdogan ed il suo partito di governo della Giustizia e Sviluppo (APK) . Per meglio dire, ci si aspettava che il terrore diventasse parte della campagna pre-elettorale da quando le elezioni di giugno hanno provocato un grande cambiamento nel partito di governo , che ha perso la maggioranza in Parlamento cpncedendo il 10 per cento dei voti ad AKP.

Dopo questi esiti e la crescente autonomia dei curdi nel nord della Siria, è possibile che gli avvenimenti in Iraq e Turchia abbiano resoErdogan molto nervoso. Da allora, i suoi critici affermano che il presidente sta usando campagna di terrore formica come strumento politico nazionale. Erdogan ha colto l’opportunità di combattere curdi in Siria e in Iraq mentre gli Stati Uniti hanno addestrato ed equipaggiatioalcuni gruppi ribelli “moderati” in Siria, tra i quali i curdi. I curdi fin dall’inizio stanno combattendo contro IS insieme alle forze terrestri di Assad , e questo potrebbe essere uno dei fattori significativi i per una nuova architettura in Siria, e, naturalmente, in Iraq e in Turchia.

Tutto questo però ci porta ad terzo, possibile significato degli avvenimenti di sabato: la costruzione di un Nuovo Ordine in Medio Oriente, oppure il caos totale nella regione in questa chiave non fanno alcuna differenza, almeno fino a quando ridistribuzione di influenze fra potenze mondiali diventerà visibile.

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Per il momento, la situazione complessiva ha portato la coalizione che si usa definire “occidentale” a firmare un fallimento in Siria ed a radicalizzare ancora di più la forza di IS , con il conseguente esodo di moltissime persone. Entrando nella zona di guerra in Siria la Russia ha cambiato i giochi ed anche l’Iran, pur avendo appena firmato un accordo nucleare con gli Stati Uniti, ha deciso di combattere insieme a Mosca, così come Iraq ed Egitto. E secondo alcune fonti , perfino con una significativa presenza di Cina e India , che hanno entrambe a combattere gli islamisti.

Nello stesso tempo, i paesi dell’UE sono fuggiti dalla guerra favorendo le simpatie siriane verso un coinvolgimento della Russia ed un cambiamento di rotta nei rapporti Stati Uniti. Se perfino il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nelle sue ultime dichiarazioni dice che ‘l’Europa deve migliorare le sue relazioni con la Russia, e non deve lasciare che questa sia una cosa decisa da Washington”, questo è un perfetto ‘ campanello d’allarme che risuona attraverso l’Oceano. E influenzerà con un forte impatto il Medio Oriente.

Naturalmente, c’è sempre bisogno di connettersi a una geopolitica del petrolio e del gas negli scontri tra potenze principali per tentare di avere tutti i pezzi del quadro.
Non di meno, in tutto questo non è senza importanza rilevante la protesta contro il TPP tenutasi sabato a Berlino, dove, secondo il” Guardian”, centinaia di migliaia di persone hanno marciato per opporsi all’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti ,che si ritiene essere antidemocratico e per minacci la sicurezza alimentare e gli standard ambientali.
Gruppi, enti di beneficenza e partiti di opposizione che hanno organizzato la protesta dicono che 250.000 persone vi hanno preso parte, mentre un portavoce della polizia parla di 100.000 , altre proteste si sono svolte anche in altre città, tra cui Amsterdam.

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Allora, quale futuro attende adesso Erdogan e la Turchia, ancora alleato degli Stati Uniti nella lotta contro IS?
Da un lato, vi è il sogno di una Turchia senza Erdogan, forte e unita nel sogno neo ottomano ,e questa immagine ha da anni una solida maggioranza nell’ AKP . Alcuni analisti dicono che agitazioni e le continue minacce di terrore aiuteranni Erodgan per la raccolta deibvoti conservatori alle prossime elezioni..
La scorsa settimanala tv “Al-Arabja” ha pubblicato alcune previsioni, secondo le quali “questa volta Erdogan può anche invocare la violenza in alcune parti delle zone curde come una scusa per non andare alle urne, che sono altrimenti molto probabilmente esprimerebbero voti per HDP” .

Il presidente deve fronteggiare un’ opposizione che pro occidentale, che da anni provoca un sacco di angoscia al suo regime , e questa gente vuole che lui si dimetta, accusando il servizio di intelligence di essere il vero responsabile del peggior attacco terroristico nella storia della Turchia. L’instabilità politica, anche con tre giorni di lutto nazionale, è inevitabile.

Secondo la BBC e la Reuters, ieri migliaia di persone hanno marciato nelle vie di Istanbul per protestare contro l’attacco , mentre era molto forte la presenza della polizia . Alcuni cartelli dicevano “Stato assassino’, e “Sappiamo chi sono i responsabili”, riecheggiando le accuse che hanno fatto seguito all’attacco, e le proteste si sono diffuse in diverse città turche. Edogan habannullato i suoi impegni per consultazioni con le forze di sicurezza e il leader dei princiali partiti d + opposizione fra cui Selahatin Demirtas , segtratio di HPD.
Demirtas ha accusato lo “Stato mafioso” del paese, ed ha fatto un parallelo fra le bombe contro una manifestazione del suo partito nella città sudorientale di Diyrbakir, alla vigilia delle elezioni giugno, chiedendo pubblicamente:”’E’ possibile che una rete di “intelligence” come la nostra non abbia avuto informazioni preliminari sull’attacco ?”,

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E’ vero, sono i soliti sospetti provenienti da fonti non ufficiali,ma ci si deve anche chiedere: se IS fosse stato dietro queste esplosioni di Ankara, oggi lo riconoscerebbe??
Il tragico evento rivela un il tempismo perfetto ed la perfetta brutalità per lanciare un messaggio.Ma quale?
Quello che soltanto con Erdogan possono prevalere la sicurezza e la pace?

Qui ci si muove su una lama di rasoio molto affilato. Perché, tutto considerato, questa è stata anche una prova di debolezza dello stato, o no? La Turchia ospita già 2, 5 milioni di rifugiati siriani e ha avvertito lUnione europea della possibilità che altri 3 milioni di persone cerchino asilo , se l’instabilità diventasse una grave realtà turca, tutto potrebbe diventare un inferno per l’Europa e per tutta la regione.
Oppure, questo attacco terroristico è stato ideato per dare il via alla caduta libera della (una volta potente) comunità del mondo unipolare, che rischia di riportare gli ex “alleati” dentro copioni già scritti in precedenza per iBalcani, Medio Oriente, Africa occidentale …

(Marina Ragush)

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