Fra le numerose guerre che oggi si incrociano in Siria – fazioni islamiste contro Assad, opposizioni laiche contro ISIS e regime, Turchia contro curdi, Francia, Gran Bretagna ed Australia contro bande sparse, e per ultima la Russia nelle sue incursioni contro le basi jihadiste – negli ultimi giorni se n’è aperta un’altra, del tutto virtuale. Mentre gli Stati Uniti tacciono dinanzi all’intervento di Mosca, un’ improvvisa ondata di messaggi e fotografie punta a dimostrare che l’intervento russo mira solo a colpire i rivali di Assad e fa vittime civili.
Simbolo di questa campagna di “controinformazione” è diventata la foto di una bambina ferita nel braccia del padre, prima indicata come vittima delle bimbe del regime e poi delle incursioni russe. In questo genere di guerra , ormai piuttosto sperimentato, ogni tanto poi accadono fatti che fanno crollare l’intera costruzione: in Afghanistan, il bombardamento di un ospedale di “Emergency” da parte della NATO ha fatto in modo che nella marea di “fakes “ e di commenti più o meno artefatti irrompesse la cruda realtà, e per qualche ora le trasmissioni dalla Siria si sono interrotte.
Le fonti governative di Washington continuano a tacere sull’intervento russo, ma a lanciare critiche ed accuse sono le solite “fonti affidabili” o singoli parlamentari . Il presidente della commissione Difesa del Senato , John McCain ,afferma convinto che gli aerei russi avrebbero bombardato le posizioni dell’ Esercito Libero Siriano (l’opposizione armata sostenuta dagli USA e addestrata dalla CIA), il Pentagono non conferma le sue dichiarazioni. L’aviazione Russa ha effettuato i primi raid sulle postazioni dell’ISIS il 30 settembre dopo la richiesta di aiuto militare del presidente Assad e l’ok del Senato russo, nel pomeriggio sono iniziati i primi voli dei caccia, ma ancor prima si era già messa in moto la macchina della controinformazione.
L’organizzazione “White Helmets”, sponsorizzata da George Soros, è una delle maggiori ONG operanti sul territorio siriano: nelle ultime 24 ore ha tentato di produrre “prove” circa un disastroso intervento russo in Siria e sul suo accont “twitter” è apparsa la famosa immagine della bambina sanguinante, anche se le responsabilità sono state attribuite prima all’uno poi all’altro dei contendenti. ,”La Russia bombarda Homs — 33 civili morti di cui 3 bambini ed 1 cooperante”si leggeva sul tweet. Il presidente della Commissione esteri della “Duma”, Alexey Pushkov , ribatte con lo stesso sistema, affermando in un messaggio che “gli Stati Uniti criticano la Russia per “la mancanza di accuratezza degli obbiettivi in Siria, ma per un anno cos’ha impedito agli USA a scegliere gli obiettivi desiderati e senza bombardare inutilmente il deserto?” .
Mentre l’Occidente accusa l’Air Force russa di bombardare le forze ribelli moderate in Siria invece dello Stato islamico, nessuno ha chiaramente definito cos’è l’ “opposizione moderata”, aggiunge il portavoce di Vladimir Putin.”Io non credo che nessuno abbia ancora spiegato cosa sia questa l’opposizione moderata il presidente Putin ha dimostrato grande interesse in questo ed ha chiesto in che modo l’opposizione moderata è diversa dall’opposizione smisurata“, ha detto Dmitry Peskov nell’intervista ad un canale televisivo. “Le azioni della Russia in Siria sono assolutamente trasparenti, ed i presunti che parlano di obiettivi diversi colpiti dai jet russi sono soltanto un esempio di guerra informatica. Si può vedere ad occhio nudo che tipo di giochi giocano, ci sono stati addirittura casi in cui sono emerse informazioni ‘di prima mano’ su attacchi aerei presumibilmente condotti su falsi bersagli prima ancora del decollo dei caccia “.
Ibrahim Taleb, direttore del centro di studi internazionali e strategici di Siria, pensa di aver individuato le ragioni della guerra d’informazione che si è scatenata nelle ultime ore: “Tutti questi reportage sui civili uccisi dalla Russia sono pure menzogne, in seguito agli attacchi aerei dell’aviazione russa non è morto nessun civile. Qualche mese fa sono stato nelle zone interessate dai raid e vi posso dire che lì da tempo sono rimasti soltanto gruppi di combattenti. La popolazione non c’è più, si cerca di disinformare la gente senza parlare degli errori commessi nella formazione della cosiddetta opposizione cossidetta “moderata”. Tutto questo è rozza propaganda”.
Fonti: Agenzie Rossiya 1,
