La Russia ha un modo immediato e diretto per aiutare la Grecia, quello di annullare le contro sanzioni nei confronti del Paese amico consentendogli di riprendere subito le esportazioni dei suoi prodotti agricoli. A chiederlo direttamente a Vladimir Putin è [/b]Andrei Krutov[/b] deputato di “Russia giusta” che rivolge al presidente una lettera aperta diffusa dal quotidiano “Izvestia”.
“La Grecia è un partner affidabile della Federazione Russa, il fatturato del commercio tra i nostri Paesi è raddoppiato tra il 2010 e il 2013. La Grecia è vicina alla Russia, non solo in termini di economia, ma anche in una sfera spirituale – ed è uno dei pochi paesi ortodossi cristiani in Europa“, scrive Krutov.
“I prodotti agricoli provenienti dalla Grecia non hanno praticamente equivalenti tra i prodotti che possono essere coltivati in Russia ed il loro mancato accesso ai mercati russi causa gravi conseguenze al settore agricolo ellenico, questo potrebbe portare ad un’ulteriore crisi dell’economiae delle sfere sociali e politiche di questo paese “, continua. Krutov sostiene che la revoca delle contromisure sanzioni in materia di Grecia potrebbe essere decisa come gesto di buona volontà, e sarebbe percepita positivamente sia dai greci che dai russi. Se questo passaggio dimostrerà di avere successo, la collaborazione potrebbe essere estesa anche a livello di blocchi politici ed economici, come l’Unione economica eurasiatica, la “Shanghai Cooperation Organization” e il gruppo dei BRICS.
In aprile, l’allora ministro dell’agricoltura russo, Nikolay Fyodorov aveva detto in aprile che il governo era pronto a discutere la questione della revoca dell’embargo sulle importazioni di prodotti alimentari provenienti da alcuni Paesi ed a giugno il vice primo ministro Arkady Dvorkovich aveva ripetuto che Mosca potrebbe revocare l’embargo sui prodotti alimentari provenienti da alcuni Paesi stranieri, se l’Occidente avesse innalzato il suo livello di sanzioni contro la Russia. Aveva poi aggiunto che potrebbe essere varate regolazioni selettive, ma non sono state pianificate decisioni radicali.
La Russia ha vietato l’importazione di carne, pollame, pesce, formaggio, latte, frutta e verdura provenienti dagli Stati Uniti, membri della UE, Australia, Canada e Norvegia, nell’ agosto del 2014. L’embargo è stato introdotto per la durata di un anno, con la possibilità di essere prolungato se la situazione non migliorerà. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha più volte definito le sanzioni “una spada a doppio taglio”, che fa male ugualmente all’economia ed alle imprese russe come a quelle dei Paesi che le hanno decise, ed inoltre non hanno fatto mutare la politica estera di Mosca. Un’apertura del genere da parte russa, soprattutto, potrebbe fornire qualche sollievo ad Atene in un momento particolarmente travagliato. Mentre l’Unione europea continua a tenere riunioni su riunioni per decidere condizioni e nuovi piani di salvataggio, con una semplice mossa dagli effetti immediato Mosca potrebbe aiutare i greci e facendosi nuovi, grandi amici.
