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Che pena vedere la Francia che dimentica la Fraternité

A Ventimiglia sono state sbarrate le porte ai migranti. Eppure il terrorismo è fatto da cittadini francesi.

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Giancarlo Governi

27 Giugno 2015


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Negli anni Settanta, in Italia si erano rifugiati migliaia e migliaia di cileni fuggiti dal terrore seminato dal dittatore fascista Pinochet che aveva soffocato nel sangue il governo democratico del socialista Salvador Allende. Quelli che riuscivano a sbarcare il lunario dignitosamente erano quelli che sapevano suonare e cantare la bellissima musica andina. C’erano gli straordinari Inti Illimani ma ce ne erano tanti improvvisati. Agli altri, fossero anche ingegneri elettronici o fisici nucleari, se non sapevano cantare era riservata una vita grama.
Ebbene anche noi italiani in quegli anni abbiamo pensato al golpe. In un paese dove si mettevano le bombe nei treni e nelle banche per creare terrore, la paura era fortemente diffusa. Confesso che anche io ci pensai e mi dissi: se mi dovessi trovare nella stessa situazione dei cileni dove mi rifugerei? In Francia, mi dissi subito, un paese che conosco ben fin da ragazzo. Ma di che vivrei non sapendo suonare né cantare? Pensai di studiare il vino e di diventare sommelier, un mestiere che in Francia va sempre bene.
Io, come tutti gli italiani avevo considerato sempre la Francia il paese dei diritti civili e dell’accoglienza di coloro che fuggivano dalle guerre, dal terrore e dalle persecuzioni politiche e religiose. E quindi anche il rifugio di noi possibili vittime di un golpe che per fortuna non arrivò mai.
Che pena e che delusione vedere quelle persone sugli scogli di Ventimiglia che la liberale e socialista Francia ha rifiutato, con protervia e spietatezza. E questo mentre gli attentati di cui la Francia è stata vittima negli ultimi mesi sono stati opera di terroristi con la cittadinanza francese. In una sorta di legge del contrappasso…
Dai tedeschi e anche dagli inglesi una spietatezza del genere me la sarei aspettata ma dai francesi no. Si vede che l’Europa delle banche, dei bond, dello spread ha indurito anche i loro cuori facendo loro dimenticare la dichiarazione dei diritti dell’uomo e persino quelle tre parole magiche scritte con lettere d’oro nel loro tricolore: Liberté Egalité Fraternité. Le ho scritte con la maiuscola perché così stanno nella nostra cultura e nella cultura e nei cuori di tutti coloro che amano la Francia.
Come ha detto Matteo Renzi, anche noi vogliamo dire: “cari amici, cugini, fratelli francesi…. se questa è la vostra Europa, tenetevela!” E poi voglio vedere che cosa sarebbe l’Europa senza l’Italia…

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