Dopo più di un mese mese di calma relativa, in Ucraina il conflitto armato sembra essersi improvvisamente riacceso: gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) hanno fatto spere che a partire da domenica scorca hanno rilevati intensi scontri con uso di carri armati, artiglieria pesante, lanciagranate e mortai intorno a Donask, la roccaforte dei ribelli. In un solo giorno sono state registratealmeno 1.166 esplosioni, causate principalmente da colpi di artiglieria delle truppe governative di diretti contro Donetsk e sulla sua periferia Nord, e intorno all’aeroporto, dove i combattimenti erano cessati.
L’OSCE riferisce anche di un intenso fuoco di mortaio fuori dal villaggio di Shyrokyne, verso il Mare d’Azov, e aggiunge che ai che i suoi rappresentanti è stato più volte impedito l’accesso alla zona. Colpi di mortaio sono stati uditi poi durante la notte e al mattino di lunedi verso il centro di Donetsk. Funzionari dei separatisti filorussi assieme a colonnelli ucraini e russi incaricati di monitorare il cessate il fuoco lunedì pomeriggio hanno visitato la periferia Nord della città notando scene di combattimento con armi pesanti. I ribelli dichiarano di aver preso prigioniero un soldato ucraino ed hanno ha mostrato il corpo di un altro militare di Kiev rimasto ucciso in combattimento.
Bombardamenti a intermittenza e scambi di raffiche mitragliatrice sono stati uditi a circa mezzo miglio dalla scena ed un combattente filorusso che si è presentato col nome di battaglia di “Monakh” ha dichiarato alle agenzie di stampa che un ribelle è stato ucciso e altri cinque feriti nei combattimenti intorno a Donetsk. Oleksandr Motuzyanyk, portavoce militare per l’amministrazione presidenziale ucraina, ha detto ai giornalisti che a mezzogiorno di lunedi un soldato ucraino è stato ucciso, ed altri feriti sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore. Il conflitto militare tra i ribelli e le forze filorusse finora ha causato la morte di più di 6.000 persone, però la situazione si era in gran parte calmata da quando a febbraio era stato raggiunto un nuovo accordo di cessate il fuoco e si era concordato il ritiro delle armi pesanti .
Adesso però sia l’OSCE che i funzionari ucraini ammettono di aver assistito a bombardamenti da armi pesanti che avrebbero dovuto già essere ritirate dalla linea del fronte. Secondo il colonnello Andriy Lishchynskyi , rappresentante ucraino nel monitoraggio del cessate il fuoco a est, la ragione degli scontri va individuata in “uno stato di animosità altamente emozionale” tra i combattenti di entrambe le parti”.
In alcuni tratti della linea del fronte, ribelli e forze governative sono ancora separati solo da poche centinaia di metri e mentre i responsabili della politica estera di Russia, Ucraina, Francia e Germania si sono nuovamente incontrati a Berlino per discutere il nuovo momento di crisi. L’inviato speciale del ministero degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in un “tweet”ha detto che i nuovi combattimenti “stanno ponendo le basi per un nuovo atto di un dramma politico che si gioca a Berlino.” Dopo quattro ore di colloqui a Berlino “controversi” e “molto complicati”, come li ha definiti Frank-Walter Steinmeier, si è raggiunto però un piccolo risultato, ovvero ad una dichiarazione congiunta in cui Mosca e Kiev si impegnano nuovamente a stemperare il conflitto nell’Ucraina orientale. A rafforzare però l’idea che la regione si prepara a vivere altre ostilità sta il fatto che il numero di combattenti feriti nella zona è triplicato durante il fine settimana rispetto alle precedenti.
Nel frattempo un altro rapporto di “Standard & Poor’s” fornisce una valutazione disincantata dei danni che la crisi ucraina ha causato al sistema bancario russo: “Il debole contesto economico in Ucraina probabilmente ha avuto solo un impatto limitato sulle banche russe che avevano “asset” nel Paese, poiché la loro esposizione è piuttosto piccola. I costi derivanti da attività ucraine hanno indebolito nel 2014 i risultati finanziari delle banche russe e probabilmente continueranno ad esercitare pressioni nel 2015, noi però crediamo che le banche russe siano in grado di sopportare tali costi”.
( Fonti: Associated Press, Donesk Press)
