Tunisi: in migliaia in piazza contro il terrore

In migliaia sono partiti dalla piazza del raduno, Bab Saadoun. Imponenti le misure di sicurezza. Gentiloni: è un simbolo importante

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29 Marzo 2015 - 18.37


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Si è conclusa al museo del Bardo, teatro della strage, la manifestazione di oggi a Tunisi. Una marcia internazionale contro il terrorismo a cui hanno parteciapto in migliaia sono partiti. “Stessa lotta a Copenaghen Parigi e Tunisi”, “basta odio e morte”, sono alcuni degli slogan e degli striscioni dei manifestanti.

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Al corteo si sono uniti, nei pressi del museo, i leader mondiali, tra i quali il premier Matteo Renzi e il presidente francese Francois Hollande. Al termine della marcia i due leader politici hanno deposto una corona di fiori alla stele in memoria delle 22 vittime dell’attacco. Imponenti le misure di Sicurezza: ovunque agenti, militari armati e blindati. A pochi metri dal luogo del raduno anche un carro armato da battaglia.

Al museo del Bardo sono stati innalzati cartelli che ricordano i nomi delle 22 vittime dell’attacco del 18 gennaio. Tra questi anche quelli delle quattro vittime italiane, come “Je suis Orazio” e “Je suis Giuseppina”, in ricordo di Orazio Conte e Giuseppina Biella.

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Il presidente Caid Essebsi aveva esortato i suoi compatrioti a partecipare in massa alla marcia “per esprimere la forza della Tunisia” e inviare un messaggio all’estero secondo il quale “la Tunisia prosegue la sua lotta contro il terrorismo”.

Gentiloni, la marcia è un simbolo di importanza enorme – Per la Tunisia servono “segni concreti, ma contano anche i simboli”. La marcia di oggi contro il terrorismo “è un simbolo di un’importanza enorme per il Paese”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, al Gr1.

“Nel corso degli anni, abbiamo sempre cooperato bene con la Tunisia: 4-5 anni fa c’era un’emergenza di immigrazione irregolare dalla Tunisia, un fenomeno che negli anni è stato messo sotto controllo”, ha sottolineato Gentiloni. Per aiutare il Paese “dobbiamo da una parte convincere l’Ue a poter inserire alcuni progetti di cooperazione con Tunisi nel piano Juncker, e dall’altra creare forme di collaborazione tra le regioni più in difficoltà della Tunisia e alcune regioni italiane”.

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E ha aggiunto: al contrario di Siria e Libia, dove “turisti e dipendenti di aziende vengono nettamente richiamati dalla Farnesina a non andare”, “ci sono Paesi come la Tunisia, in cui possono esserci stati episodi molto gravi – e quello al museo del Bardo lo è stato – ma non c’è un invito così netto a non andare, solo precauzioni da prendere e zone da evitare. La Tunisia è stata negli ultimi anni un Paese relativamente tranquillo”.

Blitz antiterrorismo nel sud, nove morti – Intanto nove terroristi sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza tunisine avvenuto nella tarda serata di ieri a Gafsa, nel sud del Paese. Lo riferiscono i media locali. I cadaveri sono ancora in corso di identificazione ma, secondo i media, tra essi ci sarebbe il super ricercato algerino Khaled Chaib, alias Lokman Abou Sakher, leader della cellula Okba Ibn Nafaa, legata all’attentato del museo del Bardo del 18 marzo scorso.

Inolte Khaled Chaib, alias Lokman Abou Sakher, leader della cellula Okba Ibn Nafaa legata all’attentato contro il museo del Bardo del 18 marzo scorso, è morto nel blitz antiterrorismo.

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Renzi: “Non lasceremo il futuro agli estremisti” – “L’Italia è insieme alla Tunisia nella battaglia difficile per la democrazia. Non lasceremo il futuro in mano agli estremisti”, ha detto il premier italiano. “L’attentato è una ferita terribile, che squarcia la storia anche di alcune famiglie italiane”, ha aggiunto il presidente del Consiglio per poi concludere: “Siamo qui accanto alle autorità tunisine per dire che non la daremo vinta ai terroristi e continueremo a combattere per gli ideali di pace, libertà e fraternità ovunque”.

Hollande: uniti nella lotta contro il terrorismo – “Era necessario partecipare a questa marcia, i tunisini auspicavano la presenza della Francia e la Francia voleva essere al fianco dei tunisini che sono stati all’origine delle primavere arabe e sono stati vittima – con cittadini di molte nazionalità – di un atto terroristico odioso. Hollande ha sottolineato così l’importanza per la comunità internazionale di unire le forze nella lotta contro il terrorismo.


Boldrini: “Italia solidale”
– C’era anche la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha detto: “E’ una marcia bellissima. Il popolo tunisino è sceso in piazza contro il terrorismo. Noi siamo qui per esprimere solidarietà e rafforzare il processo democratico”.

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Salvini: “Renzi resti a Tunisi” – Nel giorno della marcia della pace Matteo Salvini attacca il premier: “Renzi e La Boldrini sono in Tunisia contro il terrorismo. Speriamo che rimangano là, visto che con il loro buonismo stanno riempiendo tutta Italia di invasori, delinquenti e potenziali terroristi”, ha scritto su Facebook il leader della Lega.

Bonino, non è una passerella ma un simbolo importante – Se i capi di Stato non fossero andati alla marcia di Tunisi “sarebbe stato un segno di disattenzione”. Queste le parole della leader radicale Emma Bonino a Skytg24. “Sono stata contenta – ha detto – sia quando a Tunisi è andato Gentiloni e poi quando è venuta fuori la notizia della presenza dei leader alla marcia”. E alla domanda se la marcia non si risolva in una passerella, ha risposto: “No, i simboli sono importanti in politica, e il simbolo dell’assenza sarebbe stato devastante, come dire: affari vostri”.

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