Il parlamento bulgaro ha proprio a metà della settimana scorsa approvato la nomina del nuovo ministro dell’Interno Rumyana Bachvarova che è divenuta così la prima donna a ricoprire questo incarico politico in Bulgaria dopo la caduta del regime comunista.
La nomina di una guida al ministero si era resa necessaria dopo le dimissioni a sorpresa del precedente ministro Vesselin Vuchkov, in aperto contrasto con il premier Bojko Borisov.
La scelta della Bachvarova che prima di prendere posto al vertice del ministero ricopriva l’incarico di vice primo ministro, ha spaccato il parlamento di Sofia. Lei. 56enne laureata in Sociologia all’Università della capitale bulgara è un’esperta di marketing e di comunicazione con una particolare attenzione verso i sondaggi, prima di entrare in politica, nel 2009, aveva infatti un’agenzia di analisi statistiche.
Con la sua nomina alla guida del ministero la Bulgaria aggiunge così un’altra quota rosa alla sua politica che vede piano piano le donne assumere ruoli di vertice.
A fare compagnia al premier Bojko Borisov, un vero e proprio beato tra le donne, oltre alla Bachvarova ci sono, infatti: Meglena Kuneva vice primo ministro con nomina alle Politiche Europee; Lilyana Pavlova allo Sviluppo Regionale; Ivelina Vessileva alla guida del ministero dell’Ambiente e delle Acque; Desislava Teneva all’Agricoltura; Temenuzhka Petkova e Nikolina Angelokova rispettivamente all’Energia e al Turismo.
In ambito internazionale poi la Bulgaria schiera anche Kristalina Georgieva che ricopre attualmente il ruolo di vice presidente della Commissione europea e di Commissario per il Bilancio e le Risorse Umane.
Nella politica di oggi la componente femminile è prevista dalla legge e quindi anche i Paesi dei Balcani, fortemente conservatori e basati su una società patriarcale, spesso caratterizzata da un esplicito maschilismo si sono dovuti adattare.
In Serbia, per esempio, la squadra del premier Aleksandar Vucic vede la presenza di Zorana Mihajlovic come vicepresidente del governo e ministro dell’Edilizia, del Traffico e delle Infrastutture, di Kori Udovicki anche lei vicepresidente del governo e ministro della Gestione Statale e dell’Autogestione Locale. Altre due donne che compongono il gabinetto rispondono ai nomi di Snezana Bogosavljevic-Boskovic all’Agricoltura e alla Tutela Ambientale e Jadranka Joksimovic ministro senza portafoglio per le Integrazioni Europee.
Passando alla vicina Croazia si deve subito citare Kolinda Grabar Kitarovic la prima presidente donna ad insediarsi a Zagabria.
Anche qui alcuni importanti ministeri sono stati assegnati a delle donne. Vesna Pusic agli Esteri; Milanka Opacic alle Politiche Sociali e Giovanili; Anka Mrak- Taritas all’Edilizia e Andrea Zlatat Violic per la Cultura.
In Bosnia Erzegovina spuntano invece le figure di Desnica Radivojevic, viceprimo ministro e guida del ministero della Pianificazione Fisica e Branka Duric per l’Ambiente e il Turismo.
Impossibile poi essersi già dimenticati della ex premier slovena Alenka Bratusek che dopo essere stata sostituita da Miro Cerar ha fondato il suo partito, l’Alleanza per Alenka Bratusek (Zaab).
Nel governo di Lubiana sono ben sette le donne alle quali è stato assegnato un incarico ministeriale.
Vesna Gyorkos Znidar regge gli Interni, Anja Kopak Mrak si occupa del Lavoro, della Famiglia, degli Affari Sociali e delle Pari Opportunità. Alla Salute troviamo Milojka Kolar Celarc, mentre Stanka Setnikar Cankar guida il ministero dell’Educazione, delle Scienze e dello Sport. Julijana Bizjak Mlakar e Irena Majcen sono rispettivamente alla Cultura e all’Ambiente. Completa lo schieramento Alenka Smerkolj con l’incarico allo Sviluppo, ai progetti strategici e alla Coesione.
