L’Isis ha diffuso un nuovo video in cui mostra un bambino, in tuta mimetica e a volto scoperto, che uccide a colpi di pistola una presunta spia del Mossad, il palestinese Mohammad Ismail.
Mohammad Ismail, è un uomo originario di Gerusalemme Est, di diciannove anni, è stato ucciso dal sedicente Stato islamico, la sua morte mostrata in un video che una delle sigle che cura la propaganda degli islamisti ha pubblicato questa sera sui social network.
L’annuncio della cattura di Mohammad Ismail era arrivato a febbraio, insieme all’accusa di lavorare per il Mossad, il servizio di intelligence israeliano. In una “intervista” pubblicata sul settimo numero di Dabiq, una delle riviste ufficiali del sedicente Stato islamico, a Ismail veniva fatto confessare di essere stato inviato in Siria dal Mossad per spiare le mosse del gruppo estremista.
Nell’articolo si raccontava che Ismail era stato reclutato da un vicino di casa, identificato come un poliziotto, “Eli”, che lo avrebbe incoraggiato a cambiare vita in cambio di soldi. Una seconda persona gli avrebbe proposto di lavorare come spia contro l’Isis in Siria.
Non è la prima volta che uomini dell’Isis, o legati alla sigla jihadista, uccidono persone accusate di avere spiato per il Mossad. In passato diverse persone sono state decapitate in Egitto da quello che ora si fa chiamare Provincia del Sinai, un gruppo che si è legato al sedicente Stato islamico e che prima era conosciuto come Ansar Bayt al-Maqdis.
Non è neppure la prima volta che in un video dell’Isis è un bambino a uccidere un prigioniero. In un filmato pubblicato a fine gennaio, a un ragazzino veniva dato il compito di uccidere due persone indicate come spie russe.
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