Dopo Nimrud, Isis distrugge il sito archeologico di Hatra

La tv curda spiega che i jihadisti sono andati con i bulldozer sul sito archeologico assiro, patrimonio dell'umanità, e lo hanno raso al suolo.

Il sito archeologico assiro di Hatra distrutto dall'Isis
Il sito archeologico assiro di Hatra distrutto dall'Isis
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7 Marzo 2015 - 12.08


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I jihadisti dello Stato islamico hanno raso al suolo un altro sito archeologico, dichiarato patrimonio storico dell’umanità dall’Unesco. A darne notizia è stata la tv curda Rudaw, specificando che, utilizzando dei bulldozer, i sostenitori dell’esercito nero del Califfato siano riusciti a distruggere l’antico sito archeologico assiro di Hatra, nell’Iraq settentrionale.

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La notizia della sua distruzione, all’indomani di [url”quella di Nimrud”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=70283&typeb=0&L-Isis-rade-al-suolo-l-antica-citta-di-nimrud[/url], è stata data da un portavoce del Partito Democratico Curdo, Saeed Mumuzini. I militanti dell’Is «hanno rubato monete d’oro e d’argento usate dai re assiri e che erano conservate nella città», ha aggiunto Mumuzini.

Morandi: sono scempi tragici. Daniele Morandi Bonacossi, professore di Archeologia e sovrintendente degli scavi di Ninive, commentando le distruzioni da parte dell’Isis dei due importanti siti archeologici ha dichiarato:«Sono scempi tragici, quelli perpetrati dalle milizie dello Stato islamico, perchè fanno parte di un’operazione di pulizia etnica nel nord dell’Iraq. Questi forsennati si accaniscono contro comunità non islamiche, come la caldea, la cristiana e la yazida, ma anche contro comunità islamiche come la turcomanna, per costringerle alla fuga prima di operare un sistematico annientamento della loro storia e della loro cultura». Sono stati devastati siti che hanno fatto la storia dell’archeologia della Mesopotamia: «Le notizie sulle distruzioni operate con le ruspe a Nimrud sono scioccanti, ma finchè gli islamisti non pubblicheranno un video non avremo riscontri precisi sull’entità dei danni». Morandi ha aggiunto che quelli distrutti «non sono edifici in pietra, ma in mattoni crudi» e «se schiacciati, ne resta solo polvere», «è come se un’orda di barbari avesse raso al suolo tutto il Foro romano».

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