Isis: sul web appare un documento di propaganda in italiano

Si tratta di 64 pagine interamente scritte nella nostra lingua e pubblicate dal sito Wikilao. Si legge: firmato da 'vostro fratello Mehdi'

Isis: sul web appare un documento di propaganda in italiano
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28 Febbraio 2015 - 17.49


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Il Califfato adesso parla italiano. Un documento di 64 pagine di propaganda jihadista è apparso online, ma stavolta scritto in perfetto italiano. Sul web circola un testo, che si considera destinato ai musulmani residenti nel nostro Paese, intitolato ‘Lo Stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare’. A trovarlo su internet è stato il sito Wikilao, specializzato in temi geopolitici e di sicurezza.

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[url”CLICCA QUI PER SCARICARE IL FILE”]http://www.globalist.it/wwwglobalistch%5CDownloads%5Cisis%20LoStatoIslamicoPDF.pdf[/url]

Il documento, che potrebbe essere stato elaborato da italiani vicini all’Isis, circolerebbe nei forum online vicini alla galassia jihadista fin dallo scorso mese di novembre e non è escluso che sia comparso anche sugli indirizzi web oscurati di recente dalle autorità italiane impegnate nel monitoraggio degli ambienti estremisti. Non vi sono contenute minacce esplicite all’Italia, ma si sottolinea comunque che il Califfato Islamico “conquisterà Costantinopoli e Roma come Muhammad profetizzò”.

Il testo è firmato “Il vostro fratello in Allah, Mehdi”. Potrebbe effettivamente essere il curatore del testo, che, in ogni caso, si ritiene senza dubbio prodotto su iniziativa o con l’approvazione dei vertici stessi dello Stato Islamico.

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Nel documento sono riproposti i temi della propaganda jihadista, tra le pagine anche una sorta di ‘report ufficiale’ da Raqqa, considerata la ‘capitale’ dell’Isis. Vengono illustrate le campagne anti-alcolici e anti-fumo, ci sono interviste al capo della polizia islamica, al dirigente per la produzione del pane, al responsabile di un ufficio per la protezione dei consumatori. “Lo Stato Islamico è una vera e propria rivoluzione”, si aggiunge nella parte che spiega l’introduzione della moneta ufficiale, il dinaro, e del sistema economico-finanziario “adoperato dai Califfi che ci sono stati precedentemente”.

Mehdi si rivolge poi in questo modo ai lettori: “Fratello o sorella in Allah che stai leggendo questo testo, se non sapevi molto sullo Stato Islamico, ebbene, ora ti sei informato un minimo. Se non credi a qualcosa che è stato scritto nel testo puoi comunque verificare. Per grazia di Allah siamo nel 2014 e Internet ha facilitato in maniera impressionante la ricerca e l’informazione”.

E poi conclude con la ‘chiamata alle armi’: “Accorri al supporto del Califfato Islamico” che “ha allargato i propri territori”. “Per grazia di Allah i soldati sotto diretto controllo dello Stato Islamico sono in Algeria, Nigeria, Ciad, Libia, Egitto, Arabia Saudita, Yemen e altri Paesi ancora”. “Accorrete, o Musulmani, questo con il permesso di Allah è il Califfato Islamico che conquisterà Costantinopoli e Roma come Muhammad profetizzò”.

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