/Il presidente ucraino Petro Poroshenko tenta di attutire i devastanti effetti della rivolta di “Euromaidan” e di una guerra civile conclusasi con una sconfitta: adesso promette un rapido “ritorno alla Crima occupata” ma è riuscito soltanto a provocare le reazioni sarcastiche di quanti lo seguivano in rete e poi anche una protesta delle autorità di Odessa. In un paio di “tweet” lanciati lunedì mattina, Poroshenko ha fato sapere che “l’Ucraina intende riprendere il controllo della Crimea occupata , questo è inevitabile, l’Ucraina non potrà mai rinunciare al suo diritto sovrano sul la regione”. Pochi minuti più tardi il presidente ha aggiuntio che “l’Ucraina vuole proteggere i diritti del suo popolo, con tutti i mezzi disponibili, e insieme con noi la gente costruirà una nuova Crimea.”
Scrivendo dal sito della sua amministrazione, il presidente ha aggiunto che “il nostro governo non riconoscerà il risultato di questo atto indegno in nessun caso”, riferendosi al referendum del marzo 2014 con il quale la Crimea ha votato in massa per unirsi Russia.
I commenti di Poroshenko sono apparsi poche ore dopo il primo anniversario del colpo di Stato di Maidan ed hanno scatenato un diluvio di commenti sul suo account “Twitter”. Gli utenti hanno evidenziato una serie di problemi con toni salaci, un messaggio diceva :”Molto bene ,ma credo che la Crimea non abbia bisogno di questo”, mentre un altro ha chiesto retoricamente: “Lo vuoi fare anche se la Crimea non ha bisogno della tua protezione?”
Ma la sortita del presidente non ha provocato soltanto ironia. Il primo ministro di Crimea, Sergei Aksyonov ha reagito bruscamente ai proclami che giungevano da Kiev e dice addirittura che Poroshenko dovrebbe essere processato da un tribunale di Odessa: “Gli è stato promessa una corte di giustizia in Crimea, e prima o poi se la troverà davanti. Noi lo porteremo qui e lui dovrà rispondere delle sue azioni, la Crimea non potrà mai tornare in Ucraina perché è già tornata a casa, in Russia, e per sempre”.
In un referendum organizzato dalle autorità locali, a metà marzo 2014, tra la crescente instabilità del dopo-golpe Ucraina e le minacce contro la popolazione di lingua russa, le autorità della Crimea hanno organizzato un referendum sulla penisola, dove la stragrande maggioranza dei cittadini ha votato per tornare a Russia , dopoaer trascorso poco più di 60 anni come parte dell’Ucraina.
Fonte: Sputnik
