Grecia, è rottura: proposte Ue assurde

Il greco Alexis Tsipras in una intervista al settimanale Stern, lo ribadisce: vogliamo una soluzione in cui tutti possano solo vincere, una soluzione win-win.

Grecia, è rottura: proposte Ue assurde
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16 Febbraio 2015 - 18.54


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Un funzionario del governo greco, secondo quanto riferisce Bloomberg, ha respinto l’ultima soluzione prospettata dai partner dell’Eurozona al governo greco per risolvere il nodo del debito:”sono assurde ed inaccettabili”.

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Ciò conferma come si vada verso un nulla di fatto all’Eurogruppo apertosi nel pomeriggio a Bruxelles per cercare di trovare una soluzione all’impasse seguita alle elezioni in Grecia. Alexis Tsipras chiede tempo, ma Berlino non ci sta e, per bocca del ministro delle Finanze, Woflgang Schaeuble, accusa Atene di essere “irresponsabile”. Contrreplica del portavoce del governo ellenico, Gavriil Sakellaridis: “Potrei dire che anche la Germania è irresponsabile. Chi è irresponsabile e chi è responsabile è una valutazione soggettiva – ha aggiunto, secondo quanto riferisce Ekathimerini -, ma non voglio scendere al livello degli insulti”

Il debito greco è il vero punto nodale dell’Eurogruppo convocato per oggi a Bruxelles per trovare un’intesa che si annuncia tutta in salita. La volontà espressa da tutte le parti in causa è stata quella di arrivare ad un accordo, ma sono i contenuti a dividere le diverse fazioni.

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“Non vogliamo nuovi prestiti”, ha ribadito il premier greco Alexis Tsipras in una intervista al settimanale Stern, perché “ci serve tempo, non denaro, per fare le riforme”.

La sua idea è quella di “una soluzione in cui tutti possano solo vincere”, una “soluzione win-win”, spiega al settimanale tedesco. Tsipras poi ha speso parole dolci per la sua attuale maggiore antagonista: la cancelliera Angela Merkel è “una donna molto gentile”, nient’affatto “severa come uno si aspetterebbe da come viene descritta sulla stampa”.

Tsipras ha preso le distanze dalla vignetta che ritraeva il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, in divisa da nazista, definendola “infelice”. Ma è ovvio che le trattative di oggi saranno “molto difficili”, anche se resta la fiducia di fondo.

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La Grecia infatti non ha intenzione di proseguire sulla strada dell’attuale programma di aiuti, perché reputa, come ha spiegato il portavoce del governo, “non realistiche” le attese di un surplus di bilancio del 3% nel 2015 e del 4,5% nel 2016.

Il Financial Times riporta che l’Irlanda avrebbe anch’essa scelto la linea dura, mentre la Francia, per bocca del suo ministro degli Esteri, Laurent Fabius, si dice disposta a trattare sulla scadenza del debito, “ma la sua cancellazione è fuori questione”. Intanto il presidente della Bce, Mario Draghi, ricordando che la politica della banca centrale non punisce i tedeschi e non premia i paesi più deboli, preferisce non parlare nel dettaglio della situazione di Atene, limitandosi a sottolineare che “non ha senso speculare su una possibile uscita dalla moneta unica”.

Le esigenze del governo greco restano quelle di porre fine all’Austerity che sta piegando il Paese con quelle dei creditori che vogliono certezze sulla restituzione del debito. Atene, che intende aprire la caccia agli evasori ponendo il faro sul flusso di 30 miliardi di euro che si è spostato dalle banche elleniche a quelle svizzere, mette sul piatto la riduzione del surplus di bilancio per questo e il prossimo anno a fronte di riforme strutturali: “vogliamo ridurre le posizioni di privilegio” nel mondo del lavoro e delle pensioni, “ma non vogliamo scontrarci con il popolo”, ha aggiunto il portavoce del governo, che ha accolto positivamente la nuova discesa in piazza di 15.000 persone al centro di Atene. Una manifestazione definita “spontanea” contro l’Austerity imposta dalla Troika.

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