I separatisti dell’est ucraino hanno confermato che rispetteranno il cessate il fuoco in programma da mezzanott: “Al momento la nostra posizione è basata su ciò che abbiamo firmato a Minsk. Aderiremo alle disposizioni del documento”, lo ha detto Denis Pushilin, uno dei negoziatori dei ribelli, precisando che: “Se l’accordo non sarà rispettato, agiremo di conseguenza”.
Le milizie separatiste rispetteranno il cessate il fuoco ma non a Debaltsevo perché gli accordi di Minsk 2 non dicono una parola” al riguardo. Lo ha detto il capo dell’autoproclamata repubblica di Donetsk Oleksandr Zakharcenko. Poco prima vicino alla sua residenza a Donetsk si è sentita una forte esplosione, probabilmente una bomba.
I filorussi dell’est ucraino hanno invitato Kiev ad iniziare un dialogo sulle modifiche alla costituzione ucraina, infatti gli accordi di Minsk di giovedì scorso prevedono una riforma costituzionale entro la fine del 2015 per concedere un ampio decentramento ad alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Lugansk, quelli controllati dai separatisti.
“Continuano gli attacchi dei ribelli” Kiev segnala che non ci sono segni di rallentamento nell’offensiva dei separatisti filorussi nell’est del Paese, a poche ore dall’entrata in vigore del cessate il fuoco previsto dagli accordi di Minsk II. “Non c’è calma, inoltre i ribelli continuano ad attaccare Debaltsevo”, ha dichiarato alla tv ucraina un portavoce militare, Anatoli Stelmakc, denunciando 120 singoli attacchi nelle ultime 24 ore. Paesi del G7 pronti ad adottare misure contro coloro che violeranno accordi In un comunicato diffuso dall’Eliseo si legge che i Paesi del G7 “restano pronti ad adottare misure appropriate contro coloro che violeranno gli accordi di Minsk, in particolare contro quelli che non osserveranno il cessate-il-fuoco globale e il ritiro delle armi pesanti”.
Intanto Ficth abbassa il rating del credito sovrano ucraino a CC alla vigilia dell’entrata in vigore del cessate il fuoco nell’est del Paese è rimbalzata a Kiev la notizia. Sono a un passo dal default, nonostante il piano di aiuti finanziari annunciato giovedì scorso dal Fmi a favore di Kiev.
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