Le autorità indiane hanno rifiutato «per motivi tecnici» il visto di ingresso in India a due arcivescovi cattolici che dovevano intervenire a Bangalore ad un simposio organizzato dalla Conferenza dei vescovi cattolici indiani (Ccbi) su ‘Liturgia e Vità.
Lo ha riferito oggi tutta la stampa di New Delhi. Si tratta degli arcivescovi Arthur Roche, segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, e Protase Rugambwa, segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Padre Stephen Alathara, vice segretario generale della Ccbi ha spiegato che le relative richieste di visto erano state inoltrate in dicembre per una partenza prevista per lunedì, ma che all’ultimo momento è giunto il ‘no’ delle autorità indiane, ufficialmente per ‘ragioni tecniche’.
Fonti del ministero degli Esteri hanno indicato a The Times of India che diversamente da altri membri della delegazione diretta in India, i due arcivescovi «non avevano presentato passaporti del Vaticano ma i loro passaporti comuni» e che «il visto è stato negato su indicazioni del ministero dell’Interno». Dall’arrivo al potere del premier Narendra Modi la comunità cattolica e cristiana in India è in allarme per il ripetersi di attacchi contro persone ed edifici di culto che hanno portato a ripetute denunce da parte delle autorità religiose indiane.
