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Cibo, farmaci e lavoro per i poveri: l'anima sociale del partito di Tsipras

Sono almeno 10 mila le famiglie greche aiutate dal network di 400 comitati locali sostenuto dal partito Syriza.

Il leader di Syriza, Alexis Tsipras
Il leader di Syriza, Alexis Tsipras

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26 Gennaio 2015 - 16.00


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Tonia Katerini è uno dei 15 membri del comitato di coordinamento della struttura di sostegno sociale “Solidarity for all” che il fondo solidale di Syriza – il partito di sinistra di Alexis Tsipras – ha scelto di finanziare.

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Cosa e’ “Solidarity for all”?

E’ una struttura nata 2 anni fa per riunire e coordinare le numerose iniziative di solidarieta’ locali nate dopo i movimenti di piazza del 2011. Nel settembre 2012 i comitati auto-organizzati che ne facevano parte erano 180-200, mentre oggi sono 400. L’obiettivo e’ creare una rete nazionale di progetti di solidarieta’ alimentare (mense e gruppi di raccolta e distribuzione cibo) centri sanitari (dove operano medici volontari e si distribuiscono farmaci gratuitamente) e cooperative di persone disoccupate. Noi mettiamo in collegamento questi progetti. Ad esempio molte cooperative raccolgono cibo o farmaci per i centri di solidarietà’ alimentare e le strutture sanitarie. Oppure le strutture per l’assistenza alimentare indirizzano i beneficiari a centri medici. “Solidarity for all” organizza anche campagne come quella per la distribuzione di una bottiglia d’olio a ciascun disoccupato e di materiale scolastico ai bambini che non possono permetterselo.

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Quali sono i rapporti tra “Solidarity for all” e Syriza?

Solidarity for all ha la forma di un’impresa senza scopo di lucro. E’ finanziata dal fondo solidale di Syriza, istituito nel 2012 e costituito dalla donazione del 20% dello stipendio dei parlamentari del
partito, ma non coincide con esso. Riceviamo anche altri fondi e beni da privati o da progetti internazionali. In particolare i centri sanitari ricevono finanziamenti da Francia, Austria e Germania. Noi del comitato di coordinamento, ovvero gli unici che vengono retribuiti dall’organizzazione come lavoratori full time o part time, siamo tutti attivisti di Syriza ma non c’è una relazione organica con il partito. Collaborano anche attivisti di altri partiti di sinistra extraparlamentari o anarchici. Il comitato di coordinamento formula le proposte dei progetti da finanziare, mentre le decisioni finali sono prese da un comitato formale di cui fanno parte 3 parlamentari di Syriza e 3 membri del coordinamento.

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Quali progetti porta avanti l’organizzazione?

Abbiamo 55 centri per la solidarietà alimentare, 21 centri di salute, 36 nuove cooperative, ovvero gruppi di persone che si uniscono per avviare attività economiche che per un primo periodo accettano il lavoro volontario. Si tratta di negozi alimentari che acquistano direttamente da produttori, caffè, iniziative editoriali e centri di assistenza informatica.

Chi sono I volontari di “Solidarity for All”?

I volontari sono coloro che rendono fruttuosa e efficiente l’organizzazione. Per rendere l’idea, solo per i progetti alimentari, con i fondi ricevuti da Syriza in due anni “Solidarity for All” avrebbe potuto aiutare 500 famiglie, invece sono state 10 mila le famiglie sostenute. I volontari sono persone che offrono la loro disponibilità all’organizzazione dei servizi. Gran parte di loro sono persone rimaste disoccupate per la crisi, circa il 20 per cento sono anche beneficiari dei progetti. Noi non facciamo assistenza o filantropia, ma ciascuna attività si basa sul rispetto e sul coinvolgimento, senza barriere tra chi prende e chi dona.

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