Ucraina, Donbass "zona speciale"?

Il presidente ucraino Poroshenko dichiara l'intenzione di riconoscere autonomia alle regioni dell'Est.

Ucraina, Donbass "zona speciale"?
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14 Gennaio 2015 - 18.22


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L’Ucraina è pronta a concedere al Donbass lo status di zona economica speciale dopo accordi con la Russia e l’Unione Europea: Petro Poroshenko ha fatto questo annuncio in un’intervista con il canale televisivo francese France24 e l’iniziative sembra andare nella direzione di allentare le tensioni e riprendere rapporti accettabili con Mosca. Il presidente ucraino perà ha aggiunto che “questo scenario si realizzerà solo con lo svolgimento di elezioni amministrative libere in base al diritto ucraino”, il che lascia immaginare nuove consultazioni nelle regioni orientali da tenere sotto il controllo di Kiev.

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Il presidente dell’Ucraina ha ricordato che il Donbass gode già dello status speciale del governo locale.Secondo quanto riferito da Poroshenko, il conflitto militare in Ucraina orientale costa al Paese più di 10 milioni di dollari al giorno. Quasi nelle stesse ore anche la Germania lancia un segnale distensivo chiedendo alla Russia di allentare il contro-embargo sui generi agroalimentari. Il ministro dell’Agricoltura tedesco, Christian Schmidt spera di alleggerire l’embargo e a questo scopo si incontrerà con il ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa , Nikolaj Fyodorovdurante la fiera agricola “Grüne Woche” (“Settimana Verde”) a Berlino Il prossimo 16 gennaio.Secondo la stampa, il ministro tedesco auspica un pronto ritorno ai tradizionali buoni rapporti agricoli fra i due Paesi.

Anche Edgars Rink&, capo della diplomazia lettone ha inaugurato il periodo di presidenza del suo Paese alla Ue con una missione dai toni distensivi a Mosca e Kiev, però la prima reazione di Mosca non è stata incoraggiante. La Russia non discuterà alcun criterio per la revoca delle sanzioni occidentali, risponde il ministro degli Esteri Sergej Lavrov.
“Non abbiamo introdotto noi le sanzioni. Non abbiamo iniziato noi questa spirale di ritorsioni che si è creata. Ci hanno più volte fatto capire – non i colleghi lettoni, ma altri – di restare in silenzio, accordiandoci sui criteri da seguire, rispettatndili per quindi giungere e quindi cancellare le sanzioni. Ma noi non ne discuteremo in questi termini,”ha detto dopo i colloqui con Rinkēvičs.

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“Sicuramente verremo fuori da questa situazione,- aggiunge il ministro degli Esteri russo – i Paesi che ci hanno imposto le sanzion trarranno le opportune conclusioni. E’ un problema loro , non nostro “.

Fonte: The Voice of Russia

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