Doppio blitz: uccisi i killer, morti 4 ostaggi

Ucciso Amedy Coulibaly, killer della poliziotta francese, e morti anche quattro ostaggi nel market kosher. Uccisi i fratelli Kouachi a Demmartin.

Doppio blitz: uccisi i killer, morti 4 ostaggi
Preroll AMP

Desk2 Modifica articolo

9 Gennaio 2015 - 18.44


ATF AMP

Hayat Boumediene. Inizialmente si reputava fosse rimasta uccisa nell’azione delle forze dell’ordine, ma secondo la Cnn sarebbe invece in fuga, dopo essersi mescolata agli ostaggi salvati a Porte de Vincennes, e attualmente il suo nome campeggia sul sito dell’Fbi tra i ricercati.

Top Right AMP



Dammartin. L’ostaggio è stato liberato e portato via dall’edificio con un elicottero. Si è poi appreso che Michel Catalano è rimasto nascosto per ore dando informazioni agli agenti dal’interno della tipografia con il suo cellulare.

Dynamic 1 AMP




Ore 18. Si parla di quattro ostaggi uccisi. Gli agenti hanno fatto irruzione nel negozio ebraico in cui si era asserragliato il terzo uomo del commando responsabile della strage alla redazione di Charlie Hebdo. Amedy Coulibaly, che ieri aveva ucciso una poliziotta a Montrouge, aveva sequestrato sei persone all’interno del negozio, tra cui un bimbo di sei mesi. L’attentatore è stato freddato insieme alla complice e fidanzata 25enne, Hayat Boumeddiene, anche lei ricercata per l’omicidio di una poliziotta avvenuto ieri nella periferia meridionale di Parigi. Nelle operazioni delle forze speciali sono rimasti uccisi 4 ostaggi e quattro agenti sono rimasti feriti (uno in maniera grave). Il blitz è avvenuto in contemporanea con quello di Dammartin, a 40 km da Parigi, dove i fratelli Kouachi erano asserragliati nel capannone di una ditta con un ostaggio.




Dynamic 1 AMP





Parigi e tutta la Francia stanno vivendo ore concitate e di terrore visti gli ultimi accadimenti: 48 ore fa l’attentato alla redazione del giornale Charlie Hebdo, poi l’uccisione di alcuni agenti, sparatorie, sequestri e allarmi in tutta la città. In corso due blitz per liberare gli ostaggi.


I fratelli Cherif Kouachi e Said Kouachi sono stati uccisi affrontando le forze dell’ordine durante il blitz delle teste di cuoio che hanno fatto irruzione nell’azienda nella cittadina di Dammartin-en-Goële, dove si erano barricati i due terroristi prendendo un ostaggio (liberato indenne). Agenti ed elicotteri sono giunti sul posto questa mattina per stanare i due criminali. Il blitz per liberare gli ostaggi è ancora in corso. I giornali francesi riportano che un membro delle forze speciali è rimasto ferito durante il blitz. I tesitmoni oculari, inoltre, raccontano di esplosioni e fumo nell’edificio dove c’erano i due presunti killer di Charlie Hebdo. Uomini del Gign e del Raid, i reparti speciali francesi, sono visibili sul tetto dell’edificio, dove si stanno posando alcuni elicotteri. L’evacuazione dei ragazzi delle scuole è ripresa, probabile segnale di una fine dell’operazione.











Un secondo blitz delle teste di cuoio è in corso anche nella zona Porte de Vincennes, dove due terroristi si sono barricati in un negozio kosher con sei ostaggi, tra cui donne e un neonato di 8 mesi. Il killer è stato ucciso e poco dopo anche sua moglie, l’altra terrorista che avrebbe partecipato all’assalto alla redazione del giornale. L’uomo aveva minacciato di uccidere le persone tenute ostaggio se non fossero stati liberati i fratelli Kouachi. Secondo le fonti sarebbe lo stesso uomo che giovedì mattina ha ucciso una giovane vigilessa a Parigi e potrebbe essere il terzo uomo del commando della strage di Charlie Hebdo. Le fonti locali raccontano di 4 forti esplosioni e nell’operazione che ha portato alla liberazione di gran parte degli ostaggi sono rimasti feriti due poliziotti. Alcuni giornali parlano di un ostaggio deceduto.



I fatti di oggi



“Negoziati sono in corso”, affermavano i media francesi. Intanto un imam dello Stato islamico ha rivendicato: “Siamo i responsabili dell’attentato”. Durante una conversazione telefonica, i due assalitori di Charlie Hebdo avevano detto di voler “morire da martiri”. Il deputato di destra Yves Albarello, eletto del dipartimento in cui i due sono ora barricati, ha riportato la frase che è stata pronunciata in un colloquio con i rappresentanti della polizia, che hanno contattato i due fuggitivi barricati in un’azienda. Si prospetta un epilogo drammatico.



[url”VOTA IL SONDAGGIO”]http://www.globalist.it/Detail_Poll_Results?ID=384&Loid=101[/url]



I due terroristi che hanno compiuto la strage a Charlie Hebdo si erano barricati all’interno di una tipografia a nord-est di Parigi ed hanno preso almeno cinque ostaggi, secondo Bernard Corneille, sindaco di Othis, un comune limitrofo, almeno in base al numero delle persone che vi lavorano, compreso il titolare. “Ho provato a contattarlo stamattina senza mai avere risposta”, ha detto. Il suo portavoce ha aggiunto di aver provato telefonare pure ad altri dipendenti senza successo. Anche a Othis sono state chiuse le scuole. Sul posto c’è stata una sparatoria, che secondo i media francesi avrebbe provocato due morti e venti feriti. “L’epilogo vicino”, ha detto il prefetto di polizia di Parigi, riferendosi alla vasta operazione di polizia in corso a Dammartin-en-Goele.









C’è stata una sparatoria sul luogo in cui si sono barricati i due fratelli Kouachi: le prima informazioni parlano di una sparatoria con 2 morti e venti feriti, anche se sulla vittime è arrivata una smentita delle autorità francesi. Le operazioni sono in corso.



Legami tra i fratelli Kouachi e Jidahismo inglese – I servizi segreti britannici hanno scoperto un legame tra la galassia jihadista britannica e l’attacco terroristico a Charlie Hebdo. Lo rende noto il Daily Telegraph specificando che uno dei due fratelli responsabili della strage compiuta nella sede del giornale satirico, è stato il ‘discepolo’ di luogotenente di Abu Hamza presso la moschea di Finsbury Park, a nord di Londra.



Il 32enne Cherif Kouachi, sarebbe infatti stato indottrinato da Djamel Beghal, un franco-algerino accusato di aver reclutato Richard Reid (l’attentatore che nel 2001 cercò di far detonare un ordigno nascosto nelle sue scarpe a bordo di un volo di American Airlines da Parigi per Miami) e Zacarias Moussaoui, il terrorista marocchino coinvolto nell’attentato dell’11 settembre.



Secondo un ex informatore dell’agenzia dell’intelligence britannica MI5, che ha lavorato sotto copertura nella moschea di Finsbury Park, la sparatoria di Parigi è “l’eredità di Abu Hamza”. Estradato dalla Gran Bretagna negli Usa l’ex imam radicale è in attesa di sentenza dopo essere stato giudicato colpevole di terrorismo da un tribunale di New York.





Assalto a un market kosher: 2 morti

Il killer dell’agente di polizia uccisa ieri mattina nel sud di Parigi era lo stesso che ha tenuto diversi ostaggi (probabilmente 6, tra cui donne e un neonato) in un negozio Kosher alla Porte de Vincennes di Parigi. Le fonti riferiscono che ci sono già due vittime.


La polizia ha dato l’ordine a tutti gli esercizi commerciali di Parigi di chiudere i battenti, mentre un centinaio di agenti «pesantemente armati» sono stati dislocati vicino al negozio di alimentari ebraico. Il proprietario di un negozio ha raccontato a Le Figaro che gli agenti sono passati nella strada per avvertire tutti verso le 14, dopo la sparatoria. In ogni caso gran parte dei negozi di proprietà di ebrei sarebbero stati chiusi alle 15, a causa dello shabbat.




Dynamic 1 AMP



Comunità Ebraica di Roma: preoccupazione per i fatti di Parigi – “Siamo in ansia, preoccupati per quello che sta accadendo a Parigi. Qui è in discussione il mondo libero: sono sotto attacco le democrazie, da Israele all’Europa”. Queste le parole del presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, su quanto sta accadendo a Parigi in queste ore, dalla strage nella sede di Charlie Hebdo alla sparatoria a Porte de Vincennes.



“Siamo in mezzo a due fuochi, da una parte la lotta al terrorismo e al fondamentalismo islamico e dall’altro quella alle destre xenofobe e razziste. Deve essere chiaro a tutti – ha aggiunto Pacifici – che non bisogna trasformare tutto questo in una guerra all’Islam ma a chi usa in modo fanatico la religione, a chi usa il terrore come arma di imbarbarimento”.




Hollande: “Ho fiducia nel nostro Paese” – “Ho fiducia nel nostro Paese. Ha mostrato una grande capacità di stare unito”: lo ha detto il presidente francese, Francois Hollande, che si è recato al ministero dell’Interno per seguire lo sviluppo degli eventi a Dammartin-en-Gole. “Nonostante questo – ha detto Hollande – ci sono state delle mancanze, sono state scritte cose orribili. Dobbiamo fare in modo che i francesi possano vivere insieme, in sicurezza, per il futuro”.



Algeria aveva avvertito su attacco imminente – I servizi segreti algerini avevano avvertito la Francia il 6 gennaio dell’imminenza di un attacco terroristico. Lo dice la tv iTelè.






Cinque elicotteri sul posto. Sul luogo della sparatoria, che è poco più vicina a Parigi dei luoghi su cui si erano concentrate ieri le ricerche dei due fratelli Kouachi, stanno convergendo cinque elicotteri della polizia francese e importanti mezzi delle forze dell’ordine. Lo dice France Info, secondo cui i fuggitivi sarebbero stati localizzati.Le forze di polizia hanno dato istruzioni agli abitanti della cittadina dove è avvenuta la sparatoria, Dammartin-en-Goel, nel dipartimento della Seine-et-Marne, di chiudersi in casa e di stare lontani dalle finestre.




Da scuola barricata studenti gridano: “Charlie” – “Charlie, Charlie!” è l’urlo che si sente provenire dagli studenti di una scuola di Dammartin-en-Goele. Le autorità locali hanno dato l’ordine ai ragazzi di stare lontani dalle finestre ed è prevista nelle prossime ore l’evacuazione in sicurezza con degli autobus di circa 1.000 alunni di 4 scuole.



[url”LA DIRETTA VIDEO”]http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=67616&typeb=0[/url]




La caccia. La spietata caccia all’uomo ai fratelli Kouachi continua con tutti i mezzi più tecnologici in Francia. Braccati come animali, i due restano però incredibilmente ancora in fuga, alla macchia per il secondo giorno di fronte all’imponente schieramento delle forze di sicurezza francesi. Nella foresta di Longpont, in Piccardia, 100 chilometri a nord di Parigi, un rastrellamento durato ore si è chiuso in serata con un apparente nulla di fatto mentre i reparti speciali, corazzati come Robocop e armati di congegni per la visione notturna, si sono allontanati lasciando il campo ai soli gendarmi senza aver trovato traccia della vettura dei fuggitivi che, secondo notizie circolate fin dal mattino, sembrava fosse stata lasciata nella zona. Il giorno dopo la strage di Charlie Hebdo, la gigantesca caccia ai terroristi continua insomma senza sosta, ma i risultati si fanno attendere.

Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla Francia, in particolare sui movimenti di Cherif Kouachi e Said Kouachi, i due fratelli franco-algerini sospettati della strage a Charlie Hebdo.


I ricercati sarebbero stati avvistati dagli elicotteri della polizia tra i boschi a nordest di Parigi, già setacciati nelle ultime ore dalle teste di cuoio e proprio nella zona in cui si sono concentrate le ricerche sarebbe scoppiata una sparatoria con i due fuggitivi. Il fitto scambio di colpi di arma da fuoco, secondo quanto si apprende, è avvenuto prima delle 9 in località Dammartin-en-Goele, nel dipartimento della Seine-et-Marne, 45 chilometri a est di Parigi, a mezz’ora dal punto in cui i fratelli Kouachi erano ricercati.



Cherif Kouachi arruolato da seguace Abu Hamza – Cherif Kouachi, uno dei due terroristi, è stato arruolato in carcere da un seguace di Abu Hamza, l’ex imam radicale della moschea londinese di Finsbury Park estradato dalla Gran Bretagna agli Usa. E’ quanto si legge sul Daily Telegraph, secondo cui Djamel Beghal, franco-algerino incarcerato per il suo importante ruolo in Al Qaeda, divenne amico di Kouachi dieci anni fa, quando i due erano in prigione in Francia.




Mega retata in tutto il Paese dopo la strage di Charlie Hebdo – È di 900 fermati il bilancio della mega retata effettuata dalla polizia in tutta la Francia a partire da mercoledì, giorno della strage nella redazione di Charlie Hebdo. Le persone fermate, riporta il sito israeliano Debkafile, sono sospettate di essere coinvolte in attività terroristiche di matrice islamica.



Siriano arrestato: “Sono un terrorista” – La polizia ha arrestato un siriano, perché senza biglietto, sul treno Parigi-Lione. A segnalare alle forze dell’ordine l’uomo, che ha detto di essere un terrorista e di voler compiere atti criminali contro le forze di sicurezza, è stato un passeggero, insospettito dopo la climax di attentati avvenuta nella Capitale.



Alfano: “Italia esposta” – Per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, l’Italia è “esposta all’insidia terroristica, innanzitutto perché ospitiamo la massima autorità del cattolicesimo, a volte additata nei farneticanti messaggi di Al Bagdadi tra i possibili bersagli, nonché per la tradizionale vocazione atlantista del nostro Paese e l’amicizia con gli Stati Uniti”. Ciononostante “non abbiamo segnali che indichino specifiche forme di rischio per l’Italia o interessi italiani”.



Farnesina: massima attenzione negli spostamenti – Alla luce dell’attentato terroristico del 7 gennaio alla redazione del giornale Charlie Hebdo a Parigi, “si raccomanda di continuare ad esercitare la massima attenzione negli spostamenti. Si segnala inoltre che le autorità francesi hanno ulteriormente innalzato l’allerta anti-terrorismo al livello massimo del piano nazionale (VIGIPIRATE) nella città di Parigi, nella regione dell’Ile de France e in quella della Piccardia”. È quanto si legge nell’avviso pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina.







Dynamic 1 AMP
FloorAD AMP
Exit mobile version