Parigi: tutti noi siamo anche Ahmed Merabet

Sì, siamo tutti Ahmed Merabet, il musulmano assassinato a Parigi dai killer vestiti di nero mentre difendeva la sede di Charlie Hebdo.

Parigi: tutti noi siamo anche  Ahmed Merabet
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redazione Modifica articolo

8 Gennaio 2015 - 13.37


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Siamo tutti Charlie Hebdo? Certamente, con convinzione! Quindi siano tutti Ahmed Merabet.

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Chi era? Era il poliziotto francese, di religione musulmana, di origine probabilmente algerina, che prestava vigilanza presso il periodico parigino Charlie Hebdo.

Lui evidentemente non credeva che Allah avesse bisogno di essere difeso da qualche losco individuo, lui evidentemente sapeva che Allah è abbastanza grande da sapersi difendere da solo dalle vignette.

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E quindi aveva accettato di svolgere il suo servizio di “cop” davanti al giornale che aveva fatto satira su Allah e Maometto.

Quando sono arrivati gli assassini e hanno cominciato a sparare lui era lì. Lo abbiamo visto tutti, ferito a una gamba probabilmente, sdraiato per terra, trascinarsi verso un riparo, una possibile salvezza, poi il criminale lo ha raggiunto e gli ha sparato contro l’ultimo colpo.

Si chiamava Ahmed Merabet, musulmano in servizio davanti a Charlie Hebdo. Musulmano ucciso mentre difendeva la libertà, l’eguaglianza, la libertà. I valori che oggi vengono calpestati da molti, non soltanto dai feroci assassini di ieri, quelli che hanno ucciso il direttore e i vignettisti di Charlie Hebdo, che piangiamo davvero e non soltanto perché come noi erano libertari e sapevano che l’umanità è UNA.

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