“Un giornale irresponsabile” è questa la frase che capeggia sul profilo Twitter di Charlie Hebdo, [url”il giornale satirico finito sotto attacco da parte di due integralisti islamici”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=67513&typeb=0&Massacro-nella-redazione-di-Charlie-Hebdo-[/url] che hanno fatto irruzione nella sede centrale, uccidendo almeno 11 persone.
Charlie Hebdo è stato il giornale che nel 2006 ha pubblicato le dodici controverse vignette su Maometto del giornale danese Jyllands-Posten, in cui il profeta è raffigurato con il corpo di un canene: le vendite balzarono in un solo giorno dalle 140mila alle 400mila copie. Da quel momento è sempre stato nel mirino degli integralisti islamici.
Infatti, nonostante un precedente attentato nel 2011, Charlie Hebdo ha continuato a ironizzare sull’Islam. Nell’ultimo numero, attualmente in edicola, lo scrittore francese Michel Houellebecq fa una previsione: nel 2022 il presidente della Repubblica Francesce festeggerà il Ramadam. In un’altra copertina è raffigurato un ebreo ortodosso che spinge la sedia a rotelle con un uomo in turbante e con la scritta «Gli intoccabili 2», mentre sulla controcopertina è raffigurato un Maometto nudo che mostra il sedere a un regista.
E ancora, Maometto redattore capo del giornale che minaccia: «Se non siete morti dal ridere, cento colpi di frusta». O l’immagine gay, in cui un imam bacia un disegnatore della rivista perché «l’amore è più forte dell’odio».
