Yemen, uccisi due ostaggi nel blitz Usa che doveva liberarli

Ecco chi erano l'americano Luke Somers e il sudafricano Pierre Korkie: gli ostaggi morti durante l'operazione che li avrebbe dovuti salvare.

Luke Somers, cittadino Usa in mano ai jihadisti di al Qaeda nello Yemen
Luke Somers, cittadino Usa in mano ai jihadisti di al Qaeda nello Yemen
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7 Dicembre 2014 - 10.54


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Luke Somers e Pierre Korkie, i due ostaggi uccisi da al Qaeda durante il raid americano per liberarli, erano arrivati entrambi nello Yemen come insegnanti. Somers era a Sanaa, dal febbraio 2011: ma la carriera come professore è durata poco. Il fotografo americano, si era trovato in una manifestazione della primavera yemenita e aveva scattato delle immagini di un manifestante ferito. Yemen Times e National Times, lo avevano quindi contattato per essere uno dei foto reporter. Per mesi i suoi scatti sono comparsi su diversi media internazionali.

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Somers amava il suo lavoro. Aveva dichiarato alla Bbc: “Significa così tanto per la gente di qui sapere che le loro vicende vengono viste e ascoltate”. Il rapimento è avvenuto nel settembre 2013, il report era stato rapito davanti ad un supermercato di Sanaa e poi venduto dai suoi sequestratori agli jihadisti di al Qaeda nella penisola Arabica.

Il sudafricano Pierre Korkie lavorava invece nello Yemen per l’Ong Gift of the Givers. Era un insegnante, mentre la moglie Yolande lavorava come volontaria negli ospedali. I due coniugi erano stati rapiti a Taiz nel maggio 2013. Yolande era stata rilasciata il 10 gennaio 2014, dopo una trattiva condotta dalla Ong, ed era tornata in Sudafrica. A quanto si è appreso, l’Ong era in trattive con l’Aqap per la liberazione di Korkie, che sarebbe dovuta avvenire tra pochi giorni.‏

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