“Sono molto lieto di essere qui con voi, nella nobile terra di Albania, terra di eroi, che hanno sacrificato la vita per l’indipendenza del Paese, e terra di martiri che hanno testimoniato la loro fede nei tempi difficili della persecuzione”. Sono state queste le prime parole che Papa Francesco ha rivolto alle autorità albanesi, subito dopo essere sceso dall’aereo che dall’Italia lo ha condotto a Tirana.
Quello in Albania è il quarto viaggio internazionale di Papa Bergoglio, il primo in un paese europeo che non sia l’Italia. Il pontefice è stato accolto al suo arrivo da Edi Rama, primo ministro albanese, e la prima tappa del suo viaggio sarà proprio l’incontro con le autorità del Paese al Palazzo Presidenziale.
Francesco: gli atti di violenza non sono in nome di Dio. Il Pontefice, incontrando le autorità albanesi ha additato il paese come esempio da seguire per la pacifica convivenza tra le religioni, dichiarando che quello albanese è “un bel esempio da seguire”. Bergoglio ha poi ha parlato della situazione internazionale, rivolgendosi, pur senza nominarli, agli estremisti dello stato islamico dell’Isis: “Nessuno pensi di poter farsi scudo di Dio mentre progetta e compie atti di violenza e di sopraffazione, perchè in questo nostro tempo da gruppi estremisti viene travisato l’autentico senso religioso. La pacifica e fruttuosa convivenza tra persone e comunità appartenenti a religioni diverse è non solo auspicabile, ma concretamente possibile e praticabile”.
Festa a Tirana per il pontefice. Nonostante l’Albania sia un paese a maggioranza musulmano e con solo il 15% di persone di religione cattolica, migliaia tra fedeli e curiosi hanno invaso i viali di Tirana, dove è atteso il passaggio di Papa Francesco. Lungo le strade della capitale, in un clima di grande festa e gioia, sono apparse le bandiere albanesi accanto a quelle di Città del Vaticano, mentre nel viale principale della città sono affisse le fotografie dei 40 martiri albanesi morti per la fede.
