La situazione tra Ucraina e Russia resta tesissima e, secondo le dichiarazioni di Valentina Melnikova, presidente del Comitato Nazionale delle Madri dei Soldati Russi, ospitata a Radio1 e al Gr1 da Maria Magarik della redazione Esteri, lo scenario sembrerebbe ancora più drammatico.
“Secondo i miei calcoli, sono almeno 10 mila i militari russi, tra soldati e ufficiali, che hanno combattuto e che combattono in Ucraina. Molti sono giovanissimi. E’ un intervento diretto quello russo, che dura da tempo. Le famiglie hanno paura di denunciare la scomparsa dei propri figli. Ci arrivano molte segnalazioni anonime, telefonate, ma convincere i familiari a sporgere una denuncia ufficiale è difficile”, racconta Valentina Melnikova.
“Tutto è iniziato con la misteriosa scomparsa di centinaia e centinaia di militari russi nel corso di esercitazioni al confine con l’Ucraina – continua la Melnikova – Ad un certo punto, un parlamentare ebreo ha notato una serie di misteriosi funerali di giovani militari nella propria regione. Tumulazioni in fretta e furia, con morti giustificate da improvvisi malesseri e improbabili ictus. Il parlamentare ha raccolto nome e cognome dei militari morti, e in rete ha notato alcune stranezze nei comportamenti delle famiglie. Della notizia sulla misteriosa serie di morti solo qualche trafiletto nella stampa locale. Poi la misteriosa aggressione ad opera di un misterioso gruppo di”patrioti”al parlamentare che aveva indagato. Ridotto in fin di vita, il parlamentare è stato”piantonato”in ospedale. Dalla rete al movimento delle Madri dei Soldati Russi il passo è stato breve. E la vicenda che era stata soffocata dal silenzio, adesso comincia ad emergere. E potrebbe portare ad una inchiesta parlamentare. Perché anche in Russia, per un intervento militare oltre confine ci vuole un pronunciamento della Duma”.
