Ucraina: nuove ritorsioni dalla Russia

Se l'Europa deciderà di applicare nuove sanzioni, Mosca non starà a guardare in silenzio ma passerà al contrattacco. Ieri strage di sfollati vicino a Lugansk.

Ucraina: nuove ritorsioni dalla Russia
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19 Agosto 2014 - 10.20


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Non c’è pace in Ucraina, dove gli scontri vanno avanti ormai da mesi. La Russia sta lavorando a nuove misure di ritorsione da adottare se l’occidente deciderà altre sanzioni. Lo fa sapere il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov. “Lavoriamo a diverse opzioni – spiega – Abbiamo ripetutamente detto che la Russia non è per le sanzioni e non ha iniziato a farle. Ma nel caso che i nostri partner continuino con pratiche non costruttive e distruttive stiamo preparando nuove misure”.

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Strage tra i rifugiati – Intanto ieri i filorussi avrebbero bombardato una colonna di sfollati che stava scappando dall’est ucraino. Le accuse di Kiev ai secessionisti sono pesantissime: sarebbero stati loro a lanciare missili multipli Grad forniti da Mosca contro una colonna di bus carichi di rifugiati sulla strada tra Khriaschuvate e Novosvitlivka, vicino a Lugansk, bastione dei miliziani dal quale sono scappate circa 2000 persone in due giorni.

“Molti civili sono stati uccisi, tra cui donne e bambini”, ha sostenuto il portavoce militare ucraino Andrii Lisenko, senza peraltro fornire un bilancio. Accuse respinte dai miliziani, che da giorni accusano a loro volta le forze di Kiev di far strage di civili, a colpi di artiglierie, nelle aree di Donetsk e Lugansk. Si continua a morire anche in trincea: nelle ultime 24 ore hanno perduto la vita nove soldati ucraini, 20 sono rimasti feriti.

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I bombardamenti provocano anche danni collaterali. Come è capitato ai 30 minatori ancora intrappolati sotto la Komsomolets, una delle più grandi miniere del Donbass, di proprietà dell’oligarca Rinat Akhmetov, con 4800 operai: la miniera è potenzialmente esplosiva. O come è capitato agli abitanti dell’ormai semideserta Donetsk, l’altra roccaforte dei separatisti: sono rimasti senz’acqua potabile dopo che un tiro d’artiglieria ha danneggiato la linea elettrica che alimenta il principale impianto di purificazione. Numerose e lunghe le code davanti ai chioschi e nei supermercati per fare scorte di acqua minerale.

Aiuti umanitari – Intanto alti rappresentanti del Comitato internazionale della Croce Rossa (Icrc) partiranno oggi per Mosca per discutere la consegna degli aiuti umanitari russi all’Ucraina orientale. Come scrive il sito della radio Eco di Mosca, il programma degli incontri nella capitale non è ancora stato concordato in modo completo.

Come da accordi, la Icrc si occuperà del trasferimento dal territorio russo a quello ucraino del convoglio di aiuti umanitari inviato da Mosca alle popolazione del sud-est ucraino, colpita dalla guerra tra separatisti ed esercito di Kiev.

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Ieri, la portavoce della delegazione regionale della Icrc, Victoria Zotikova, aveva dichiarato che la Croce Rossa è pronta a sovrintendere alla consegna degli aiuti, ma solo a condizione che tutte le parti coinvolte nel conflitto si impegnino a garantire la sicurezza delle operazioni.

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