Crisi in Ucraina: Kiev vuole cessare il fuoco

Il presidente Poroshenko prende atto del fallimento delle operazioni dell’esercito ad Est, ed intanto l’Unione presta a Kiev mezzo miliardo di euro per comprare gas in Occidente

Crisi in Ucraina: Kiev vuole cessare il fuoco
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19 Giugno 2014 - 12.53


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L’Ucraina si appresta ad ordinare alle sue truppo un “cessate il fuoco” nella zona orientale del paese: l’annuncio arriva dal neo presidente Petro Poroshenko, che sembra voler imprimere una svolta più realistica alla politica di Kiev. Poroshenko ha appena nominato un nuovo capo della diplomazia che promette di assumere toni meno bellicosi nei confronti di Koisca e di Vladimir Putin mentre la Russia, che ha tagliato il gas all’Ucraina lunedi scorso , da parte sua, ha avviato azioni legali contro il ministro degli Interni ucraino Arsen Avakov per la “uccisione intenzionale” di civili.

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L’iniziativa di Poroshenko sembra animata anzitutto da un atto realismo: l’offensiva “antiterrorismo” scatenata dalle tuppe di Kiev fin dall’aprile scorso nelle regioni filo russe finora ha provocato quasi 350 morti fra i civili ,ed anche sul piano militare si è risolta in una serie di cocenti sconfitte. Adesso, dopo l’uccisione di due giornalisti russi che segue di poche settimane quella di un reporter italiano.Poroshenko annuncia che “fra poco” ordinerà ad Est un cessate il fuoco unilaterale a est, come prima parte del suo piano pace aper far terminare una insurrezione separatista.

La scorsa settimana il neo presidente ucraino aveva incontrato una prima volt Vladimir Putin alimentando le speranze di una deescalation della guerra civile ma poi l’abbattimento di un aereo militare da parte dei separatisti con 49 morti e diversi incidenti diplomatici tra Kiev e Mosca avevano raffreddato questa aspettativa. “Il piano di pace inizia con il mio ordine di cessate il fuoco unilaterale – dichiara adesso Poroshenko, citato dall’agenzia Interfax-Ucraina – subito dopo, dobbiamo ricevere il sostegno al piano di pace presidenziale da parte tutti i partecipanti al conflitto ed io spero che ciò avvenga molto rapidamente”.

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Il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Koval, pensa che il cessate il fuoco potrebbe avvenire “entro pochi giorni”. Nel piano di pace, il presidente ucraino Vladimir Putin viene anche chiamato a riconoscere ufficialmente la nuova leadership del paese dopo la cadutadell’amministrazione filo-russa alla fine di febbraio. Poroshenko ha anche promesso “amnistia a coloro che deporranno le armi e non hanno commesso crimini gravi” ma questo appello al disarmo è stato immediatamente respinto da un portavoce dell’auto-dichiarata repubblica separatista di Donetsk, una delle roccaforti degli insorti. “Perché dovremmo disarmarci? Noi non ci fidiamo di Poroshenko, questa è solo una manovra”, ha detto Miroslav Rudenko, citato da Interfax, aggiungendo che diversi attentatihanno fatto seguito alla dichiarazione di soluzione pacifica del conflitto.

Nel frattempo il presidente ucraino ha anche enominato un diplomatico a sostituire il ministro degli Esteri, che era stato causa di un fine settimana di tumulto diplomatico tra Kiev e Mosca: nella nuova posizione strategica è stato chiamato Pavlo Klimkin, attuale rappresentante ucraino ai negoziati con la Russia per stabilire assieme all’OSCE una tabella di marcia della de-escalation. Secondo il sito web del parlamento ucraino, la nomina di Klimkin, 46 anni, che sostiuisce Andrii Dechtchitsa è già stata decisa dall’ufficio del presidente e dovrebbe essere approvata entro la settimana.
Andrii Dechtchitsa aveva definito Putin “uno stronzo” per calmare sabato scorso una folla inferocita dopo l’assalto all’ambasciata russa di Kiev e l’abbattimento dell’ aereo militare. Diversi funzionari russi avevano invitato il presidente ucraino a far fuori il ministro.

Intanto una commissione d’inchiesta russa ha deciso di lanciare un’inchiesta contro il ministro procedimentidegli Interni ucraino Arsen Avakov e altri funzionari per l’operazione militare condottas nella parte orientale del Paese “con l’intento di uccidere i civili”. Il ministro e il governatore della regione di Dnipropetrovsk Igor Kolomoïski sono anche sospettati di avere “orgnizzato omicidi attraverso l’uso di mezzi e metodi di guerra, rapimenti illegali, ostacolo al lavoro dei giornalisti”.
Gli ultimi due cornisti rimasti uccisi lavoravano per “VGTRK”, la televisione pubblica russa e si chiamavamo Igor Voloshin ed Anton Korneliouk, sono rimasto sul terreno durante un attacco dei governativi nei pressi di Lugansk, una delle roccaforti della guerriglia separatista.

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La Francia adesso chiede che “sia fatta piena luce sulle circostanze della morte dei due giornalisti”, e lo stesso fa il Consiglio di sicrezza delle Nazioni Unite. La tragedia è stata occasione di un ulteriore colloquio telefonico fra Putin e Poroschenko

Anche i gasdotti comincisno ad essere intessati dal conflitto, una esplosione si è verificata in una condotta nel nord-ovest dell’Ucraina senza compromettere il transito, ma il ministro degli Interni Arsen Avakov ha immediatamente reagito parlando di “sabotaggio russo.” Il ministero degli Esteri russo a sua volta denuncia “un nuovo reato di forze ucraine” e ha invita “i media di tutto il mondo” ad una condanna immediata. Dopo il taglio del gas deciso da parte di Mosca, il capo del gruppo ucraino “Naftogaz”, Andrii Kobolev, assicura cne una popolazione di circa 45 milioni di persone non deve nutrire timori di penuria imminente, anche se la Russia ha “azzerato” le consegne, lasciando vivi solo i volumi di transito per i paesi europei. “Penso che i consumatori non saranno interessati al taglio – dice Kobolev in un’intervista ad una stazione televisiva locale – poiché abboami riserve sufficienti e quando alle forniture per l’Occidente, le consegne potrebbero raggiungere l’ordine di 15 miliardi di m3. Questo volume è sufficiente”.

Un portavoce del ministero dell’Energia, Olena Michtchenko , ha detto alla “France Presse”che il ministro dell’Energia Yuriy Prodan ed il capo della “Naftogaz” si recheranno a Budapest per prendere parte ad un forum sull’ energia. “La nostra delegazione incontrerà l’Unione Europea, alcune aziende europee sono pronte a fornire gas all’Ucraina al prezzo di 320 dollari per ogni 1.000 m3. La russa “Gazprom” reagisce affermando che tali consegne sarebbero illegali.La Commissione europea ha infine annunciato un prestito di mezzo miliardo di euro per aiutare l’Ucraina a soddisfare le proprie esigenze di finanziamento, compresi gli acquisti di gas alle imprese europee.

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