Nasce l'Unione economica eurasiatica: si realizza il sogno di Putin

Ad Astana hanno firmato l'accordo Russia, Bielorussia e Kazakistan. Aderiranno anche Armenia e Kirgizstan.

Nasce l'Unione economica eurasiatica: si realizza il sogno di Putin
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30 Maggio 2014 - 12.00


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La Russia ha firmato ieri con Bielorussia e Kazakistan l’atto di nascita dell'”Unione economica eurasiatica”, un progetto caro a Vladimir Putin che cerca di ristabilire l’influenza di Mosca nell’area dell’ex Unione Sovietica anche se dovraà fare a meno dell’Ucraina. Putin, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e il presidente kazako Nazarbayev hanno firmato l’accordo ad Astana, capitale del Kazakistan.

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L’Unione entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2015 e nasce allo scopo di favorire una più stretta integrazione di questi paesi, che dal 2010 sono già collegati da un’unione doganale.” Questa unione è di carattere economico e non pregiudica la sovranità degli Stati partecipanti – ha detto dopo la firma Nazarbayev – I tre stati si impegnano a garantire la libera circolazione di beni, servizi, capitali e lavoratori ad attuare azioni concertate nei settori chiave della politica economica: energia, industria, agricoltura e trasporti”, si legge su un comunicato del Cremlino.

“Oggi insieme diamo vita ad un’unione molto attraente lo sviluppo economico e asseme ad un importante mercato regionale che unirà 170 milioni di persone”, ha aggiunto Vladimir Putin notando che “i tre paesi hanno enormi risorse naturali, tra cui un quinto dei giacimenti mondiali di gas e quasi il 15 % di quelle di petrolio”.

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Questo progetto per il presidente russo è di capitale importanza. Putin aveva qualificato nel 2005 la dissoluzione dell’Unione Sovietica come “la più grande catastrofe geopolitica del ventesimo secolo”. All’Unione è venuto a mancare il supporto dell’Ucraina, paese di 46 milioni di abitanti con un enorme potenziale industriale e agricolo, ed il suo nuovo presidente Poroshenko ha già annunciato che il suo obiettivo é l’adesione all’ Unione europea , andando così contro le ambizioni di Mosca.

“Abbiamo perso i partecipanti in strada e mi riferisco all’Ucraina” – ha osservato Lukashenko dopo la cerimonia della firma – ma sono sicuro che prima o poi la dirigenza ucraina capirà dove il suo destino”. Il presidente russo può rallegrarsi comunque per essere riuscito ad attirare l’Armenia , che come l’Ucraina ha firmato un accordo di associazione con la Ue l’Ue ma poi a settembre nella sorpresa generale ha deciso di aderire all’Unione doganale promossa da Mosca . La Russia esenterà immediatamente il paese dai dazi doganali del 30 % riguardanti gli acquisti di petrolio russo e ha offerto tariffe preferenziali per gli acquisti di gas. Il capo dello Stato armeno, Serzh Sargsyan ha annunciato ieri che spera sperare di entrare nella nuova Unione a giugno prossimo. Anche il Kirghizistan, povera piccola repubblica dell’Asia Centrale, coltiva l’ambizione di entrare nel patto ed il suo presidente, Almazbek Atambayev, sostiene che questo potrebbe essere fatto entro la fine del 2014.

A giudizio di Alexei Makarkin, del Centro di tecnologie politiche di Mosca, questa Unione tuttavia “è incompleta a causa dell’assenza dell’Ucraina e della riluttanza di Kazakistan e Bielorussia ad aggiungere una componente politica agli accordi. Kazakistan e Bielorussia parlano con grande cautela di integrazione politica , non vogliono una moneta unica, un’unica cittadinanza ed un unico presidente, però vogliono accedere al mercato russo con i loro prodotti”, ha detto ala “France Presse”. Per la Russia, tuttavia, questa nuova unione “rappresenta un progetto geopolitico”, anche se Putin la scorsa settimana ha respinto l’idea di voler far rivivere l’Urss.

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