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Croazia, dopo l'alluvione è ancora emergenza

Resta alto l’allarme inondazione nelle campagne vicine alla foce della Sava, e alcune zone sono in stato di quarantena per l’elevato rischio di infezioni.

Croazia, dopo l'alluvione è ancora emergenza

Desk2

23 Maggio 2014 - 16.13


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Nonostante abbia smesso di piovere da giorni, e le temperature stiano lentamente salendo, buona parte della Croazia orientale si trova tuttora sommersa dalle acque del fiume Sava e nei villaggi di campagna a sud della foce la piena minaccia di rompere gli argini. Le catastrofiche inondazioni che hanno sconvolto in modo ben più esteso e drammatico Serbia e Bosnia-Erzegovina, si sono dunque abbattute anche nella regione croata della Slavonia, travolgendo una decina di borghi e comuni. I morti accertati restano due, un numero destinato ad aumentare secondo i media croati, e altrettante sono le persone date per disperse.

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E in queste ore cresce in modo preoccupante il rischio di epidemie in tutta l’area colpita dalle alluvioni, tanto che il governo ha dovuto disporre lo stato di quarantena per molti villaggi della Contea di Vukovar e della Sirmia. Sì, perché le centinaia di carcasse putrescenti degli animali travolti dalle inondazioni costituiscono un ricettacolo micidiale di infezioni ed epidemie. La drastica misura adottata dall’esecutivo, per la prima volta in oltre venti anni, è stata annunciata mercoledì dal ministro degli interni Ranko Ostojic: “Visto l’altissimo rischio di infezioni dobbiamo isolare totalmente alcune zone della Contea di Vukovar e della Sirmia. Ogni struttura sanitaria, sia pubblica che privata, sta inviando medici, infermieri e personale medico per monitorare la situazione ed effettuare le apposite misure preventive. Per ora, comunque, non sono stati riscontrati casi concreti di malattie contagiose. Inoltre abbiamo allertato tutti gli uomini disponibili del servizio veterinario, che cercheranno con ogni mezzo gli animali colpiti dalle alluvioni”.

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Stando al reportage del quotidiano “Jutranji List”, le piene hanno spazzato via case, chiese, strade ed edifici di ogni sorta nei villaggi di Rajevo Selo, Gunja, Racinovci, Strosinci, Posavski Podgajaca, Drenovici e Vrbaja. Benché nelle principali città della regione, Slavonski brod e Zupanja, gli argini del fiume stiano tenendo, la situazione è particolarmente tesa nelle campagne e specialmente nel villaggio di Soljana, dove gli abitanti non possono ancora procedere al rafforzamento degli argini perché la polizia non ha dato il via libera. È per questo che molti residenti locali stanno tuonando contro le autorità croate, colpevoli di non aver messo in moto un’organizzazione solida ed efficiente per affrontare la catastrofe. “La collera degli abitanti rischia soltanto di frenare e ostacolare le operazioni di soccorso. Siamo tutti oberati di lavoro e abbiamo bisogno della massima cooperazione possibile”, ribatte, serafico, Bozo Galic, prefetto della Contea di Vukovar e della Sirima.

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Intanto il ministero del Lavoro croato ha annunciato che in questi giorni verranno assunti 945 residenti disoccupati delle zone colpite per prestare servizio nelle squadre di soccorso. Secondo la nota diffusa martedì dal Servizio per l’impiego di Zagabria, tutti coloro che otterranno l’impiego percepiranno un salario mensile di 465 euro più il rimborso delle spese di trasporto.

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