Crisi ucraina, Turcinov: c'è il rischio di un attacco russo

Scontri sulla piazza di Kiev simbolo della rivolta filoeuropea. A Gorlivska i secessionisti sono entrati nel municipio e nel commissariato.

Crisi ucraina, Turcinov: c'è il rischio di un attacco russo
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30 Aprile 2014 - 18.39


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Forze militari ucraine in massima allerta per il rischio di un attacco russo. lo ha annunciato il presidente Oleksandr Turcinov, in un incontro con i capi delle amministrazioni regionali. Per Turcinov esiste un pericolo reale che Mosca scateni una guerra continentale contro Kiev. Intanto Euromaidan è ancora teatro di proteste. Nella piazza di Kiev simbolo della rivolta filoeuropea, nazionalisti e moderati si sono duramente scontrati nella notte tra martedì e mercoledì. Una rissa sedata dagli agenti ucraini, nessuna vittima ma molti i feriti.

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Oleksandr Turcinov ha poi ammesso di aver perso il controllo delle regioni dell’Ucraina sud-orientale di Donetsk e di Lugansk. “Le autorità e le forze dell’ordine non sono in grado di ottenere il controllo delle regioni di Donetsk e Lugansk e dei loro capoluoghi”, ha riconosciuto. Turcinov ha aggiunto che ci sono stati vari tentativi di destabilizzare la situazione anche nelle regioni di Kharkov, Odessa, Kherson, Nikolaiev e Zaporozhie.

A Kiev invece è ancora tensione. Nella notte tra martedì e mercoledì un gruppo di estremisti stava marciando in corteo per ricordare le cento vittime della rivolta (chiamate i ‘cento celesti’) quando sono stati fermati all’altezza di una barricata dagli esponenti delle forze di autodifesa del Maidan. Ne è scaturita una rissa con bastoni, petardi, lacrimogeni e anche armi con proiettili di gomma. Ci sono stati alcuni feriti, ma non gravi.

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Intanto nell’est del Paese vanno avanti le occupazioni dei filorussi. Le ultime sono a Horlivka e a Gorlivska, entrambe città nell’est del Paese. I filorussi sono entrati nel municipio e nel commissariato di polizia. Testimoni riferiscono di un gruppetto di uomini sostare fuori dal palazzo come guardie e controllare i documenti di chi entra. Uno degli uomini ha detto che non è consentito l’ingresso ai giornalisti stranieri, e ha minacciato di arrestare chi non rispetterà l’ordine. Anche dall’Onu arriva la condanna per la situazione nell’est e nel sud del Paese: “l’attuazione dell’accordo di Ginevra è in stallo”, ha detto il capo degli affari politici alle Nazioni Unite, Jeffrey Feltman, nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza sull’Ucraina.

Sul fronte diplomatico anche l’Unione Europea, dopo gli Stati Uniti ha esteso le sanzioni alla Russia. Tuttavia sono misure quasi simboliche, anche se bastano a irritare il Cremlino che denuncia la volontà occidentale di “tornare alla Cortina di ferro”, ribaltando la celebre accusa di Churchill a Stalin. E il presidente russo Vladimir Putin avverte: se si va avanti così, Mosca é pronta a “rivedere” la presenza delle aziende straniere, colossi dell’energia in primis, nei “settori chiave dell’economia russa”.

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