L’iniziativa del premier ucraino Arseni Iatseniuk di avviare colloqui con il sud-est del Paese va nella giusta direzione, anche se in ritardo: lo ha dichiarato il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov in una conferenza stampa durante la sua visita in Cina, come riferiscono le agenzie russe. È questo il primo riconoscimento russo nei confronti della politica delle nuove autorità di Kiev dall’inizio della crisi nel sud-est del Paese. Nei giorni scorsi Iatseniuk era andato a Donetsk e Dnipropetrovsk facendo alcune aperture ai filorussi, tra cui la possibilità di referendum locali, senza tuttavia definirne i limiti.
In precedenza Lavrov aveva detto: «L’uso della forza per risolvere l’attuale crisi in Ucraina è inaccettabile». Lavrov ha riferito di aver discusso la questione ucraina con il suo collega cinese Wang Yi e ha «confermato la gratitudine alla Cina per la sua posizione imparziale e ben equilibrata».
Da Kiev nuove accuse a MoscaLa Russia ha dei «progetti brutali» per destabilizzare il sud-est dell’Ucraina al di là del bacino minerario del Donbass, dove sono scoppiate le rivolte filorusse: lo ha affermato il presidente ucraino ad interim Oleksandr Turcinov parlando in parlamento. «I progetti della Russia sono stati e restano brutali. Vogliono prendersi non solo il Donbass, ma tutto l’est e il sud dell’Ucraina dalla regione di Kharkiv a quella di Odessa», ha aggiunto.
