Ricordando Oscar Romero, martire latinoamericano

A 34 anni dal suo assassinio mentre diceva messa, i salvadoregni lo ricordano con una giornata di preghiera e digiuno. In attesa della sua beatificazione.

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24 Marzo 2014 - 16.54


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Migliaia di salvadoregni hanno ricordato oggi i 34 anni dell’assassinio dell’Arcivescovo di San Salvador, Mons. Oscar Arnulfo Romero, avvenuto il 24 marzo 1980, mentre stava dicendo messa. Romero è ricordato per aver denunciato le ingiustizie commesse dal conflitto armato in El Salvador durato dodici anni (1980-1992), che ha lasciato 75.000 morti, 8.000 dispersi e 12.000 invalidi.

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Le celebrazioni commemorative sono iniziate già sabato 22 marzo, con un pellegrinaggio molto partecipato. La nota pervenuta all’Agenzia Fides da una fonte locale riferisce le parole del Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di San Salvador, Sua Ecc. Mons. Gregorio Rosa Chavez, durante il pellegrinaggio: “A livello di Chiesa siamo molto vicini alla sua beatificazione, tutti i segnali indicano che tale data si sta avvicinando”.

Il pellegrinaggio, organizzato dalla Fondazione Romero per commemorare l’assassinio dell’arcivescovo, è noto come “Pellegrinaggio delle luci”, ed è ormai diventato una tradizione: percorre diverse strade di San Salvador: dalla Plaza Salvador del Mundo (dove c’è una statua di Mons. Romero) fino alla Cattedrale Metropolitana, nella cui cripta è sepolto. Anche quest’anno erano presenti più di 3.000 persone, tantissimi giovani, appartenenti alle organizzazioni cattoliche, studenti e gruppi sociali, così come molti cristiani arrivati da Centro America, Sud America, Stati Uniti, Canada e perfino dai paesi europei.

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Il processo di beatificazione di Mons. Romero è stato aperto in Vaticano nel 1994 e, dopo un periodo di fermo, è stato riavviato nel 2013 da Papa Francesco. Mons. Rosa Chavez durante il pellegrinaggio ha detto: “Nel 2017 ricorrono 100 anni dalla nascita di Mons. Romero, siamo fiduciosi che prima di tale data lo avremo sugli altari”.

Intanto in Salvador è stata avviata la causa per la beatificazione del gesuita Rutilio Grande, il cui assassinio, 18 giorni dopo l’insediamento di Romero come arcivescovo di San Saldavador, influenzò profondamente la azione pastorale, l’impegno e l’atteggiamento verso il popolo del vescovo, considerato fino a quel momento un conservatore.

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