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Parigi sceglie il suo primo sindaco donna

Urne aperte in Francia per il primo turno di elezioni municipali: spicca nella Capitale il duello tra Anne Hidalgo e Nathalie Kosciusko-Morizet.

Parigi sceglie il suo primo sindaco donna

Desk3

23 Marzo 2014 - 10.34


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Da stamattina alle 7 sono aperti i seggi per il primo turno di elezioni municipali in Francia. Alle urne sono chiamati circa 44,8 milioni di elettori, tra cui 280.000 cittadini dell’Ue residenti in Francia, che hanno diritto di votare nelle elezioni locali. Il voto è già iniziato da molte ore nei possedimenti francesi come Nuova Caledonia, Reunion e Mayotte. I seggi si chiuderanno alle 20.

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Fari puntati su Parigi, dove il duello fra la socialista Anne Hidalgo e la UMP Nathalie Kosciusko-Morizet, è serrato. Per la prima volta una donna diventerà sindaco della capitale, con l’esponente socialista in testa di due punti con il 27%, stando ai sondaggi. Entrambe sognano di essere il primo sindaco donna della Capitale francese.

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In un ambiente politico surriscaldato dagli scandali degli ultimi giorni, fra un Francois Hollande che già pensa al rimpasto di governo e un Nicolas Sarkozy che gioca le ultime carte per un ritorno in politica, le amministrative – domani il primo turno, una settimana dopo i ballottaggi – nascondono pesanti incognite. L’immagine si gioca a Parigi e Marsiglia: gli ultimi sondaggi nella capitale danno la Hidalgo, erede direttamente investita dal sindaco uscente, Bertrand Delanoe, in testa di due punti, con il 37%. Partita con incertezze e qualche gaffe di troppo, la Kosciusko-Morizet è al 35%, con la strada in salita ma l’Hotel de Ville non le è precluso in partenza. A Marsiglia, martoriata dalla criminalità, i socialisti – in difficoltà evidente sul piano nazionale dopo due anni di grave impopolarità di presidenza Hollande – sognano la doppietta con Patrick Mennucci, in buona posizione per scalzare Jean-Claude Gaudin, il sindaco di destra. Una doppia vittoria nelle due principali città del Paese allevierebbero il “voto-sanzione”, molto temuto in casa socialista, dove la vecchia guardia ricorda che nel 1981 e nel 2001, con la gauche al potere, andò proprio così. Malcontento, disincanto dopo gli scandali degli ultimi giorni, tendenza di buona parte della gauche a stare alla larga dalle urne domani, sono gli incubi socialisti.

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Non meglio va in una destra UMP dilaniata dalla violenza della polemica di Sarkozy, che sulla strada di un suo ritorno nel 2017 per la corsa all’Eliseo, continua a trovare l’ostacolo degli “affaires”: intercettazioni imbarazzanti, consiglieri che tradiscono, rivelazioni scottanti, inchieste sul finanziamento sospetto della sua campagna presidenziale. Il risultato potrebbe essere un’astensione ancora una volta record, vicina al 40%. C’è poi l’ulteriore incognita del Fronte nazionale, da mesi indicato come predestinato ad una vera esplosione in primavera, fra conquista di un numero record di comuni e – a maggio – addirittura possibile primo partito di Francia alle europee. L’estrema destra di Marine Le Pen presenta un numero record di liste, 597, e sarà presente nella metà dei comuni di oltre 100.000 abitanti. Da cinque comuni di oggi, potrebbe fare un salto in avanti clamoroso: “potenzialmente possiamo governare in 15 città”, ha proclamato la Le Pen. Ma soprattutto, il Fronte potrebbe piazzare un suo candidato oltre il 10% (soglia per andare al ballottaggio) in un numero altissimo di comuni e pesare in modo decisivo sul risultato finale. In particolare indebolendo la destra, che spera di sfruttare il malcontento e strappare città importanti alla gauche, prime fra tutte Strasburgo e Tolosa. Hollande va a votare nella sua Tulle e – dicono nel suo entourage – pensa già al dopo-elezioni. Lavora al rimpasto di governo più volte annunciato e ormai imminente, quello con il quale spera di far ripartire l’immagine deludente della nuova sinistra al potere. La grande novità, stando ai corridoi, è una vecchia conoscenza, dei francesi e di Hollande: Segolene Royal, sua ex compagna di una vita, ex ministra ed ex candidata presidente, stavolta destinata a un superministero della Cultura.

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