Sono migliaia gli elettori che stanno votando per il referendum sull’adesione della Crimea alla Russia a Sebastopoli: gli elettori sono chiamati a decidere l’annessione alla Russia e la conseguente secessione dall’Ucraina. Intanto i seggi si tingono di rosso, bianco e blu, i colori della bandiera russa. Tra i primi a votare il premier filorusso della Crimea, Sergei Aksenov.
L’affluenza sfonda la soglia di un milione di elettori, pari al 64%, nel referendum che sta svolgendosi in Crimea per l’adesione alla Federazione Russa: lo annuncia la Commissione elettorale a meno di tre ore dalla chiusura dei seggi.
Centinaia di persone si stanno radunando in piazza Nahimov in attesa di celebrare la vittoria del sì all’adesione alla Federazione Russa. Sul palco gruppi di musica popolare russa si alternano mentre davanti a loro sventolano decine di bandiere russe, della Flotta del Mar Nero, della Crimea e dell’ex Urss.
Intanto è stata concordata una tregua in Crimea tra Kiev e Mosca sino al 21/3, giorno del primo esame della Duma russa della legge per l’annessione di terre straniere e della firma della parte politica dell’accordo di associazione Kiev-Ue: lo ha detto il ministro della difesa ucraino, Igor Teniukh. Fino ad allora non saranno bloccate le unità militari ucraine in Crimea.
Dall’Unione Europea arriva il nuovo no al referendum: “è illegale e illegittimo, il suo risultato non verrà riconosciuto”. Così il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, e il presidente della Commissione Ue, José Barroso, in una dichiarazione congiunta. Il voto è ritenuto illegittimo in 41 paesi. Quella della Russia nel sudest è un’invasione e reagiremo, ha avvertito l’Ucraina.
I quesiti del referendum
Due i quesiti, in tre lingue (russo, ucraino e tataro): “Siete a favore della riunificazione della Crimea con la Russia come entità costituente?” e “Siete a favore dell’applicazione della costituzione della repubblica di Crimea del 1992 e dello status della Crimea come parte dell’Ucraina?
Al voto oltre 1,5 milioni di aventi diritto, in 1.205 distretti elettorali, con 27 commissioni elettorali cittadine e distrettuali. Nel distinto referendum di Sebastopoli sono chiamati al voto 306.000 elettori in 192 seggi. Si voterà fino alle 20 italiane; i risultati sono attesi già questa sera.
Premier della Crimea: nessuna pressione sui lettoriIl voto si svolge liberamente, non ci sono problemi ai seggi: a dichiararlo è stato questa mattina il premier della Crimea, Sergey Aksenov, commentando l’inizio delle operazioni di voto. «Come vedete, la gente vota liberamente, non ci sono problemi ai seggi. Non sento nè vedo alcuna pressione esercitata» sugli elettori, ha dichiarato all’Interfax.
Intanto il parlamento di Crimea ha fissato una riunione per le 10 di domani mattina ora locale per approvare l’esito del referendum celebrato oggi. Ad annunciarlo è proprio il premier Aksenov. Critiche alla consultazione sono intanto arrivate dal leader dei tatari di Crimea, Refat Chubarov, che ha definito il voto «uno spettacolo di clown» ed un «circo». In un’intervista all’emittente di Kiev Inter-Tv Chubarov ha esortato i componenti della minoranza tatara a boicottare il voto.
Affluenza alle urne
L’affluenza alle ore 12 si attesta a oltre 170.000 elettori, pari al 44%. A Kerch, la città dove ha sede l’antico insediamento italiano, con oltre il 60%. Il dato più basso a Bahcisarai: nel villaggio a maggioranza tatara l’affluenza è del 30%. Lo annuncia il comitato elettorale a Simferopoli. Nel referendum parallelo di Sebastopoli l’affluenza alle 12 è invece stata di oltre il 50%.
Nel seggio 850098 a poca distanza dal centro della città si registrano code e sono oltre 2 mila quelli che hanno già votato. «Torniamo a casa», ha detto qualche elettrice mostrando la scheda prima di inserirla nell’urna trasparente. Intanto l’inno russo irradia la città di Sebastianopoli dove ha sede la flotta russa del Mar Nero allo scoccare dell’apertura dei seggi.
Affluenza sostenuta nel voto per il referendum di adesione alla Russia anche nel villaggio tartaro Bakhcisarai. Lo riferiscono testimoni occidentali sul posto: si tratta del principale villaggio della minoranza tartara, teatro di manifestazioni pro-Kiev negli ultimi giorni.
A Odessa manifestazione pro referendumA Odessa, importante città portuale e russofona dell’Ucraina orientale, si svolgono sia manifestazioni a favore della Russia che a sostegno del nuovo governo di Kiev.
Per oggi è prevista una marcia in favore del referendum in Crimea che potrebbe segnare l’annessione alla Russia della penisola. La protesta filorussa è organizzata dal movimento “Kulikovo Field”, che ha montato delle tende nel centro della città sul Mar Nero e sta raccogliendo firme per la decentralizzazione del potere in Ucraina e per fare del russo la seconda lingua ufficiale del Paese.
Ieri, invece, si è svolta una dimostrazione in favore dell’unità dell’Ucraina vicino al monumento al Duca di Richelieu.
22mila soldati russi in Crimea
I soldati russi presenti in Crimea in questo momento sono 22.000, quasi il doppio del limite di 12.500 consentito dagli accordi per la flotta sul Mar Nero. Lo sostiene il ministro della Difesa ucraino ad interim Igor Teniukh citato dall’agenzia Interfax.
Truppe di Kiev verso la Russia
Soldati e mezzi blindati ucraini si stanno muovendo verso i confini con la Russia. Lo sostiene l’agenzia di stampa ufficiale russa Itar-Tass citando la tv ucraina ’24’ che ha mostrato immagini di carri armati ucraini trasportati su un treno.
Secondo l’agenzia filo-Cremlino, il treno in questione sarebbe arrivato ieri a Kondrashevskaia Novaia, a 10 chilometri da Lugansk (nell’Est dell’Ucraina) e ci sarebbero stati tafferugli con alcuni abitanti del posto, contrari al nuovo governo di Kiev.
Lavrov: «Lavoriamo con Kerry per risoluzione»
Il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov e il segretario di Stato Usa John Kerry hanno concordato durante una telefonata di “continuare a tenersi in contatto per trovare una soluzione della situazione ucraina attraverso l’avvio di una riforma costituzionale con il sostegno da parte della comunità internazionale, nel rispetto degli interessi di tutte le regioni ucraine”. Lo riferisce il ministero degli esteri russo.
Lavrov ha poi invitato il segretario di Stato americano a “usare l’influenza degli Usa sulle autorità di Kiev per indurle a porre fine alle azioni illegali di massa contro la popolazione russofona, i connazionali e tutti i cittadini ucraini perseguitati per il loro dissenso”.
