Dopo l’avvertimento agli Usa, le truppe russe sono passate ai fatti. Secondo Atr, la tv di Sebastopoli, una base ucraina nei pressi della città è stata attaccata. All’interno della base ci sarebbero almeno 100 soldati filo-Kiev e l’assedio vede protagoniste le forze speciali russe.
L’avvertimento – “Evitiamo passi frettolosi e non ponderati capaci di danneggiare i rapporti russo-americani, soprattutto per quel riguarda le sanzioni”. Il monito arriva dalla Russia per bocca di Serghiei Lavrov e come destinatario ha il segretario di Stato Usa Kerry.
Per Mosca “suscitano un sorriso” gli appelli europei a trattare con Kiev con la mediazione di poteri occidentali, ritenendo “esaurito” il credito di fiducia di questi ‘garanti’ dopo il destino toccato al documento firmato da Ianukovich a Kiev il 21 febbraio. Lo ha detto Dmitri Peskov, portavoce di Putin. Peskov ha auspicato che Russia e Occidente non tornino alla guerra fredda: “non vorrei, credo che non sia cosi’, credo che non sia iniziata, e vorrei credere che non inizi”.
Nodo Gazprom – I rapporti tra Ucraina e Russi si fanno sempre più tesi. Il colosso russo Gazprom, infatti, minaccia di tagliare le forniture di gas se Kiev non salderà il suo debito, che ammonta a 1,8 miliardi di dollari, e non pagherà le forniture correnti. “O l’Ucraina estingue il debito e paga per le forniture correnti, oppure c’e’ il rischio di tornare alla situazione creatasi all’inizio del 2009”, ha detto l’ad di Gazprom Alexiei Miller, precisando che oggi scade il termine del pagamento per il gas russo fornito a febbraio e Kiev non ha ancora versato la somma.
Osservatori Ocse provano ad entrare in Crimea – Gli osservatori dell’Osce, un gruppo di circa 40 persone tra cui due italiani, stanno tentando per la seconda volta di entrare in Crimea, dal confine nord della penisola. Ieri gli osservatori erano stati respinti a un check point controllato dalle milizie filo russe, nei pressi di Kherson, nel sud dell’Ucraina.
Il premier ucraino: presto la firma della parte politica dell’accordo con l’Ue – Intanto il premier Arseni Iatseniuk ha annunciato che Kiev firmerà tra poche settimane la parte politica dell’accordo di associazione con l’Unione europea, mentre la parte sul libero scambio sarà siglata più avanti. Il congelamento della firma di questo accordo tra Kiev e Bruxelles fece scoppiare a fine novembre la protesta antigovernativa che nel giro di tre mesi ha portato alla caduta dell’ormai ex presidente Viktor Ianukovich.
L’ex presidente Yanukovich sarebbe ricoverato per un infarto – Mentre in Ucraina le autorità chiedono all’Interpol un mandato di arresto internazionale per Viktor Yanukovich, dalle pagine della stampa russa rimbalza la notizia che il presidente deposto sarebbe ricoverato a Mosca in gravi condizioni per un infarto. Notizia che però non ha ricevuto conferme ufficiali.
Mosca: oltre 65mila persone davanti al Cremlino gridano “la Crimea è con noi” –
Al grido “la Crimea è con noi”, oltre 65mila persone si sono radunate davanti al Cremlino con bandiere russe e cartelli per esprimere solidarietà ai cittadini russofoni della repubblica autonoma ucraina che vogliono aderire alla Federazione. I manifestanti si sono dati appuntamento nei pressi della cattedrale di San Basilio, a pochi passi dal Cremlino. “La Crimea è terra russa”, “Siamo con voi”, sono alcuni dei cartelli mostrati dai manifestanti. Il presidente del Parlamento della Crimea, Vladimir Konstantinov, dal palco, ha portato il saluto della regione. “Abbiamo preso una decisione storica” ha affermato Konstantinov riferendosi alla richiesta del Parlamento della regione autonoma di aderire alla Russia. Una decisione che sarà ratificata con un referendum il prossimo 16 marzo. “Sappiamo che la Russia non ci abbandonerà mai, il popolo russo starà sempre con noi” ha proseguito tra gli applausi.
Portavoce Putin: il trionfo dell’illegalità – Tutto quello che succede in Crimea e nell’est dell’Ucraina ha una “genesi interna” e non ha “nulla a che vedere con la Federazione Russa”, ha sottolineato però Dmitri Peskov, portavoce di Putin, in una intervista tv che uscirà domenica ma di cui le agenzie hanno diffuso un’anticipazione. “La Russia è un Paese al quale si chiede aiuto, e come ha detto giustamente Putin, la Russia è un Paese che in alcun modo può lasciare senza attenzione questi processi, la cui genesi però sta dentro l’Ucraina”. Quindi l’affondo: “Un trionfo dell’illegalità, del cinismo, del collasso del diritto internazionale e dei doppi standard”.
In tutto questo, anche il Senato russo “sosterrà” la “decisione storica” del parlamento della Crimea legata al referendum” per entrare in Russia: lo ha detto la presidente della camera alta del Parlamento Valentina Matvienko definendo “legittima” tale decisione e ricordando l’analoga iniziativa del referendum scozzese.
Paralimpiadi a Sochi– Le tensioni in Crimea hanno riflessi anche sulle Paralimpiadi invernali, che si aprono oggi a Sochi. Alla cerimonia di apertura non parteciperanno le delegazioni governative di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Norvegia e Finlandia. Ci saranno invece gli atleti dell’Ucraina, la cui presenza è stata a lungo in dubbio. “Se ci fosse una escalation nel conflitto, un intervento militare sul territorio del nostro Paese, non potremmo rimanere qui e andremmo via” ha però detto il presidente del Comitato paralimpico ucraino, Valeriy Sushkevic.
Ma Putin ha detto: le Paralimpiadi, che si apriranno stasera a Sochi, devono “restare fuori dalle vicende politiche” e dalla crisi in Ucraina. Il presidente russo ha anche auspicato che le Paralimpiadi possano contribuire ad attenuare le tensioni tra Russia e Occidente sull’Ucraina, nel corso di un incontro con il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale, Philip Craven.
Ucraina accusa: “30mila soldati russi in Crimea” – I soldati russi in Crimea sarebbero ormai 30mila: queste le ultime stime delle autorità ucraine. Mosca nega, ribattendo di avere truppe solo a Sebastopoli, ma intanto apre la porta alla secessione della penisola sul Mar Nero. Se questa sarà la volontà espressa nel referendum del 16 marzo, dice il presidente della camera alta del parlamento russo Valentina Matvienko, la Russia accoglierà la regione. Un voto definito però “illegale” dall’Unione Europea e “incostituzionale” dagli Usa. Kiev, per ostacolare la consultazione, ha deciso di bloccare per un certo periodo l’accesso al database con le liste elettorali della Crimea e di Sebastopoli.
L’intelligence Usa sapeva della mossa russa in Crimea – Una settimana, dieci giorni prima del movimento di truppe russe in Crimea i servizi militari di intelligence americani avevano fornito «solide informazioni» che avvisavano del rischio «imminente» di un’azione di Mosca. È quanto ha affermato, intervistato dalla Npr, il generale Michael Flynn, direttore della Defense Intelligence Agency.
«Credo che si possa facilmente dire che nei sette, forse 10, giorni precedenti ai movimenti di truppe russe che ora vediamo in Crimea, abbiamo fornito rapporti molto solidi, in cui ci muovevamo da un livello di rischio che io definirei moderato ad uno in cui consideriamo le cose imminenti», ha detto nell’intervista Flynn, replicando così alle critiche di chi sostiene che l’intelligence Usa è stata colta di sorpresa dalle mosse del Cremlino.
