Ora la Crimea vuole l'annessione alla Russia

Il 16 marzo il voto per l'abbandono dell'Ucraina. Il premier Iatseniuk, i leader Ue e Barack Obama bocciano come illegale la consultazione.

Ora la Crimea vuole l'annessione alla Russia
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6 Marzo 2014 - 14.00


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Illegale. Così hanno bocciato il referendum per la secessione dall’Ucraina e l’annessione alla Russia, in programma il 16 marzo in Crimea, il premier ucraino Arseni Iatseniuk, i leader europei riuniti oggi nel vertice straordinario a Bruxelles e il presidente americano, Barack Obama.
La Russia “deve ridurre le tensioni” ha detto poco fa il segretario di Stato Usa, John Kerry, in visita in Italia. “Lavoriamo per la distensione e il dialogo” ha detto Kerry, annunciando che non saranno concessi visti statunitensi a chi minaccia la situazione nel Paese.

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E’ stata un’altra giornata tesa a livello internazionale. Alla Farnesina si è tenuto l’incontro tra il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo Lavrov. Sul campo, intanto, prosegue il dispiegamento dei militari: uomini armati hanno occupato la stazione di trasmissione radio e tv di Simferopoli, in Crimea. Una volta occupata la stazione di trasmissione, sono state oscurate le reti ucraine ‘Canale 5’ e ‘1+1’ ed è iniziata la diffusione di Rossiya 24.

L’Ucraina è stata al centro della riunione del Consiglio straordinario dei capi di Stato e di governo Ue che si è tenuto oggi a Bruxelles, presente anche Matteo Renzi. Putin intanto è finito tra i candidati al Nobel per la pace, insieme a papa Francesco e Snowden.

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Anche il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite terrà oggi nuove consultazioni a porte chiuse sulla crisi ucraina. Lo rendono noto fonti diplomatiche. Il premier Renzi e il ministro degli Esteri Federica Mogherini incontreranno poi stasera John Kerry a cena a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano a Roma.

Alta tensione in Crimea: Parlamento vota l’annessione alla Russia – Il Parlamento di Crimea ha votato all’unanimità l’annessione alla Russia, ma l’ultima parola spetta ai cittadini. È stato, infatti, anche deciso che il 16 marzo si terrà il referendum sullo status della Crimea, nel quale i cittadini dovranno scegliere se restare in Ucraina o aderire alla Russia.

Premier Iatseniuk: referendum in Crimea è illegittimo – “Siamo determinati e pronti a firmare l’accordo di associazione con la Ue” ha detto il premier Arseni Iatseniuk dopo la riunione coi leader Ue, aggiungendo che “siamo in situazione economica disperata”. Il premier ha denunciato come “illegittimo” il referendum in Crimea: “la Crimea è e resterà Ucraina” ha detto, chiedendo che “la Russia ritiri i militari e non supporti le forze che vogliono dividere l’Ucraina”. Iatseniuk si anche è detto “molto grato per l’incontro” con i leader europei che appoggiano l’incostituzionalità del referendum decisa da Kiev, che ha spiccato due mandati d’arresto per il premier e per il presidente del parlamento (Rada) della Crimea, Serghii Aksionov e Vladimir Kostantivov.

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Secondo Sergei Aksyonov, nuovo premier della regione autonoma della Crimea, le forze filorusse controllano tutti gli accessi alla penisola. Il vicepremier della Crimea, Rustam Temirgaliev, ha invece annunciato che il 16 marzo si svolgerà il referendum che chiederà alla popolazione se vuole restare a far parte dell’Ucraina o se vuole l’annessione alla Russia.

A Kiev e nelle aree filo-occidentali dell’Ucraina intanto davanti ai centri di arruolamento si sono formate lunghe code. I giovani si preparano ad imbracciare le armi. Una prospettiva che tutto il mondo spera di evitare.

Congelati i beni di Yanukovich – L’Unione Europea ha deciso il congelamento dei beni del presidente ucraino destituito, Viktor Yanukovich, e di altri 17 esponenti del suo regime sospettati di appropriazione indebita di fondi pubblici. La decisione è stata annunciata a poche ore dalla tenuta oggi a Bruxelles di un vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue dedicato alla crisi ucraina.

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Ayrault frena sulle sanzioni: la Russia non è il nemico – «La Russia non è nostra nemica, dobbiamo avere scambi con la Russia»: lo ha detto ai microfoni di Bfm Tv il premier francese Jean-Marc Ayrault, secondo cui le sanzioni dell’Unione europea contro Mosca «arriveranno solo se le cose non avanzano nella direzione giusta», e ora «stanno avanzando».

Obama: la Russia ha violato il diritto internazionale, la crisi rientrerà a breve – «Parte di quello che dobbiamo affrontare ora non solo quest’anno o il prossimo, ma per i prossimi anni a venire, non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo dipenderà dalla nostra capacità di aiutare i Paesi a dare voce alle persone che non l’hanno mai avuta prima; di fare in modo che possano determinare il proprio destino». Queste le parole del presidente degli Stati Uniti Barack Obama a proposito della crisi in Ucraina.

«La situazione attuale – ha spiegato – è che abbiamo un Paese in difficoltà da un bel pò di tempo, che ha avuto un Presidente profondamente legato ai russi. Una grande parte della popolazione non si sentiva rappresentata, nonostante fosse stato democraticamente eletto. La crisi in Ucraina è stata causata dalla sua decisione di non firmare un accordo che avrebbe orientato l’economia un pò più verso l’Occidente. Una crisi che è andata fuori controllo e che ci ha visto coinvolti solo per prevenire con successo altri spargimenti di sangue».

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«Ora la situazione è che i russi stanno mettendo in atto una violazione del diritto internazionale, mandando truppe nel Paese per cercare di forzare la mano al popolo ucraino. Dovremmo riuscire a ridimensionare la situazione nei prossimi giorni e settimane – ha assicurato Obama -, ma la crisi è seria e ci stiamo dedicando molto tempo». Quello che succede in Ucraina per il presidente Usa riflette «una tendenza globale più ampia, che mostra come i regimi autoritari» stiano facendo «sempre più fatica in questa epoca dei social media a rimanere abbarbicati al potere».

Cameron: più conseguenze se la Russia continua – È «vitale» che l’Ue «mandi un chiaro messaggio al governo russo: che quello che è successo è inaccettabile e ha conseguenze e che se ci saranno altre azioni, saranno ancora più inaccettabili e avranno anche più conseguenze». Lo dice il premier britannico David Cameron, affermando che scopo del vertice straordinario di oggi deve essere anche quello di «far sì che Russia e Ucraina» dialoghino e «dimostrare» che la Ue aiuta «la gente ucraina». Per Cameron è «interesse britannico» che i «paesi rispettino le regole».

Lituania: la Russia è pericolosa ma Ue non ne abbia paura – «La Russia sta cercando di ritracciare i confini dell’Europa usciti dalla seconda guerra mondiale. Se lo permettiamo, la prossima volta toccherà a qualcun altro». Così la presidente della Lituania, Dalia Grybauskaite, a margine del vertice Ue straordinario sulla crisi in Ucraina. «La Russia di Putin oggi è pericolosa e imprevedibile, ma l’Unione europea non deve avere paura».

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Turchia: c’è il rischio di una seconda Guerra Fredda – Il presidente turco Abdullah Gul ha messo in guardia contro il rischio che la crisi in Ucraina e in crimea porti ad una ‘seconda guerra freddà. Ankara, ha detto Gul, citato dalla stampa turca, è favorevole a una soluzione della crisi «attraverso il dialogo e senza creare nuove tensioni». «Una nuova guerra fredda sarebbe pericolosa per tutti» ha aggiunto, precisando che «è necessario evitarla». In un colloquio telefonico martedi con Vladimir Putin, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha sottolineato con il presidente russo, riferisce Zaman online, la necessità di tutelare l’integrità territoriale e l’unità politica dell’ Ucraina, rilevando che un’instabilità avrebbe effetti negativi nella regione del Mar Nero, su cui si affacciano i tre paesi.

Draghi: rischi geopolitici notevoli – I rischi geopolitici legati alla crisi in Ucraina “sono notevoli e potrebbero generare conseguenze imprevedibili”. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, dopo aver affermato che, tecnicamente, l’Eurozona non è troppo esposta all’Ucraina, con bassi rischi di contagio.

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