Crimea: blitz in Parlamento e barricate filorusse

Ieri scontri con Tatari. I poliziotti per ora non intervengono. L'obiettivo dei russofoni è la convocazione di un referendum sulla secessione dall'Ucraina.

Crimea: blitz in Parlamento e barricate filorusse
Preroll AMP

Desk2 Modifica articolo

27 Febbraio 2014 - 10.16


ATF AMP

Un gruppo di persone armate e in divisa mimetica, senza segni distintivi, è penetrato questa mattina nella sede del Parlamento e del governo della Crimea. E già si vedono le prime barricate contro-rivoluzionarie in Ucraina: le hanno erette alcune centinaia di russofoni davanti alla sede del parlamento a Sinferopoli, la capitale, dove ieri ci sono stati i primi scontri con la minoranza etnica dei tatari, schierati con Kiev. Le barricate sono state fatte con legno, pezzi di metallo, botti e pneumatici. I poliziotti per ora non intervengono. L’obiettivo dei russofoni è la convocazione di un referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina.



Una trentina di persone, secondo Interfax, ha fatto irruzione nel parlamento sparando contro i vetri dell’ingresso. Poi hanno tolto dal pennone la bandiera ucraina e hanno issato il tricolore russo, che sventola insieme a quella della repubblica di Crimea. A compiere il blitz, secondo la tv Rossia 24, sono state forze di autodifesa della popolazione russofona. Gruppi che si stanno organizzando anche in altre città della Crimea e che, secondo Ria Novosti, hanno intenzione di convergere su Sinferopoli.



Le iniziative filorusse arrivano a distanza di poche ore dalle mosse di Putin. Il presidente russo, come comandante in capo dell’esercito, ha ordinato una gigantesca esercitazione militare con 150 mila uomini per testare la capacità di reazione delle truppe nei distretti centrale e occidentale, quest’ultimo confinante in parte con l’Ucraina.



Nonostante il ministro della Difesa, Seghei Shoigu, si sia affrettato a dichiarare che si tratta di un’operazione non collegata con la crisi a Kiev, senza escludere però che alcune manovre possano tenersi ai confini con l’Ucraina, il messaggio che arriva da Mosca è chiaro: si è pronti a qualsiasi opzione, anche quella militare.



Il ministro dell’interno ucraino ad interim, Arsen Avakov, ha messo in allerta le forze di polizia, comprese quelle speciali. Su Facebook ha poi precisato di avere preso questa decisione «per fronteggiare lo sviluppo di azioni estremiste» e «scontri armati nel centro della città» ed «evitare un bagno di sangue». Le forze dell’ordine hanno bloccato tutto il quartiere adiacente alla sede del parlamento.



Intanto l’aviazione russa sta pattugliando lo spazio aereo occidentale del Paese dopo lo stato di allerta deciso ieri dal presidente Putin, che è anche comandante delle forze armate. Lo scenario simulato è quello di un bombardamento dei bersagli nemici, in luoghi che saranno resi noti solo dopo l’esercitazione.



Alla Rada, però, Aleksandr Turcinov, capo del parlamento ucraino e presidente ad interim, ha detto: «Qualsiasi movimento dei militari della flotta russa del Mar Nero in Crimea, fuori delle zone prestabilite dagli accordi bilaterali, sarà valutato come aggressione» contro l’Ucraina.



Premier: casse vuote, siamo dei kamikaze politici – «Kamikaze politici»: così il nuovo premier designato ucraino, Arseni Iatseniuk, ha definito i ministri candidati al governo, per la loro missione di salvare il Paese dalla bancarotta. «Le casse dello Stato sono vuote, a causa di 75 miliardi di dollari di debiti, le obbligazioni ucraine ammontano a 130 miliardi di dollari», ha detto.



«Le pensioni non sono state pagate per intero da oltre un mese. La valuta straniera e le riserve aurifere sono state saccheggiate. Noi stiamo facendo tutto il possibile per impedire che la situazione si deteriori ulteriormente. Ci riusciremo. Non abbiamo altra scelta», ha assicurato Iatseniuk, confermando che il piano del nuovo governo sarà svelato oggi, con l’approvazione dei membri dell’ esecutivo. «Sarà breve ma preciso», ha sottolineato.



Ianukovich: mi batterò per far rispettare gli accordi – Il deposto presidente ucraino Viktor Ianukovich ha dichiarato di essere «risoluto a battermi ad oltranza per la realizzazione degli accordi di compromesso per far uscire l’Ucraina da una profonda crisi politica», riferendosi all’intesa siglata con i leader dell’opposizione il 21 febbraio con la mediazione europea.



La sauna di Ianukovich usata per asciugare documenti segreti – La lussuosa sauna usata per relax dal deposto presidente Ianukovich nella sua residenza da nababbo fuori Kiev sta asciugando ora i suoi presunti corpi di reato: migliaia di pagine dei 160 faldoni gettati frettolosamente nel laghetto della villa per occultare le malversazioni del capo dello stato ma recuperate dai manifestanti ed ora allo studio di un pool di giornalisti ucraini. Prima di scannerizzarli ed archiviarli, i reporter li fanno asciugare nell’aria secca della sauna presidenziale.



Mosca: preoccupa la violazione dei diritti umani – Il ministero degli esteri russo ha espresso preoccupazione per le «gravi violazioni dei diritti umani in Ucraina», durante una riunione presieduta dal ministro Serghiei Lavrov. Lo riferisce l’agenzia Interfax. «Siamo preoccupati per le violazioni dei diritti umani su larga scala, la violazione del diritto di usare la lingua madre, la discriminazione etnica e culturale, e gli attacchi e atti vandalici a oggetti di interesse storico e all’eredità culturale e religiosa», si legge in una nota.




Mosca: profanato memoriale eroi II guerra mondiale
– Intanto continua in Ucraina la campagna contro i simboli del dominio sovietico e russo: dopo l’abbattimento delle statue di Lenin e del generale Kutuzov (il vincitore di Napoleone), è stato profanato il Memoriale della fiamma eterna nella città di Sumy, ha denunciato il ministero degli esteri russo. «Monumenti storici continuano ad essere profanati in Ucraina. Stanno umiliando la memoria dei soldati che hanno liberato l’Ucraina», ha accusato il ministero, riferendo che «a Sumy è apparsa una vasta discarica vicino alla fiamma eterna che commemora gli eroi della Seconda guerra mondiale», nel «70/mo anniversario della liberazione dell’Ucraina» dai nazisti.



Rasmussen preoccupato: Mosca eviti l’escalation – «Sono preoccupato per gli sviluppo in Crimea. Chiedo alla Russia di non fare nulla che possa provocare un’escalation della tensione o creare incomprensioni». È quanto ha scritto in un tweet il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, mentre a Bruxelles è in corso la ministeriale della Difesa.

Top Right AMP



FloorAD AMP
Exit mobile version