Bosnia, esplode la protesta sociale: 200 feriti

È la prima volta che avvengono scontri così violenti dalla fine del conflitto nel 1995. A Sarajevo proiettili di gomma sul corteo. È iniziata la primavera bosniaca.

Bosnia, esplode la protesta sociale: 200 feriti
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8 Febbraio 2014 - 10.38


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Esplode la protesta sociale in Bosnia e i palazzi del potere vengono dati alle fiamme. Oltre duecento i feriti a fine giornata, decine gli arresti. I disordini continuano da giorni, ma ieri la violenza è salita di tono. A Tuzla, nel nord del Paese, in centinaia sono entrati nell’edificio governativo e l’hanno dato alle fiamme e almeno 90 persone sono rimaste ferite negli scontri.

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A Sarajevo, invece, la polizia ha usato proiettili di gomma e granate per disperdere le proteste. I feriti sono 80. In tutto il Paese, si contano circa 200 feriti nelle proteste.

Già ieri i manifestanti avevano rifiutato un incontro con il presidente del governo regionale Sead Causevic, di cui la piazza chiede da giorni le dimissioni. I manifestanti chiedono anche la testa di Nermin Niksic, primo ministro della Federazione.

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Le origini della protesta – Un anno senza stipendio e senza assicurazione sanitaria, 14 anni senza un solo giorno di contributi versati, 15 anni con 25 euro al mese: queste sono solo alcune delle storie dei partecipanti alle manifestazioni. La protesta è iniziata mercoledì a Tuzla, dove diecimila operai hanno perso il lavoro per la bancarotta di numerose aziende. Da lì si è sviluppata una protesta a livello nazionale per l’alto tasso di disoccupazione – al 40% – nel Paese: in manifestanti accusano il governo di corruzione e nepotismo. Ma si manifesta anche per la mancanza di prospettive, in una terra duramente colpita da una lunga guerra terminata solo nel 1995. È la prima volta che avvengono scontri così violenti dalla fine del conflitto e la prima volta che persone di diverse etnie scendono in piazza insieme, fianco a fianco. La stessa capitale, Sarajevo è nel caos, con edifici e automobili dati alle fiamme e il fumo dei lacrimogeni lanciati dalla polizia per contenere gli scontri.

Sarajevo e Tuzla non sono le uniche città toccate dalle proteste. In oltre 20 centri i manifestanti hanno protestato, tra cui Bihac e Zenica. Anche a Mostar i manifestanti sono entrati nel municipio e hanno dato tutto alle fiamme. Sabato è stata la prima volta anche per Banja Luka, capitale di fatto della Repubblica Sprska, la Repubblica serba di Bosnia Erzegovina.

Intanto sui social network la protesta ha assunto la forma di una nuova primavera araba: su twitter in centinaia hanno pubblicato foto e video con l’hastag #bosnianspring.

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