La Libia “non ci fa dormire sonni tranquilli”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, in occasione della presentazione del World energy outlook dell’Iea.
“Eni – ha detto – è una compagnia africana. Siamo di gran lunga i primi produttori. Certo abbiamo qualche preoccupazione come in Libia che non ci fa dormire sonni tranquilli. L’Africa è anche primavere arabe. Noi ci siamo da quando c’era il re Idris, figuriamoci se ci lasciamo spaventare. Ci sono problemi, li affrontiamo ma cerchiamo di reagire senza fare troppi problemi”.
“La Libia non causerà nessun problema alla sicurezza dell’approvvigionamento in Italia”, ha risposto Scaroni a chi gli chiedeva se con l’arrivo del freddo bisogna temere per il riscaldamento nelle case.
Poi ha detto: “La costruzione delle istituzioni libiche ha un percorso più lento di quello che avevamo sperato ma sono relativamente ottimista”, non a breve termine, “tra un mese o tre mesi” ma “a medio termine”, ha detto Scaroni a margine del vertice italo-russo. Il cane a sei zampe, si sa, guarda alla Libia con occhi (e interessi) ben diversi da quelli della popolazione che quotidianamente deve fare i conti con le “eroiche milizie della rivoluzione anti-Gheddafi” e che oggi dettano legge nelle strade del Paese.
