Malala Yousafzai, la giovanissima pachistana che si batte perché venga garantito il diritto all’istruzione femminile, è stata ricevuta alla Casa Bianca dal presidente americano Barack Obama, dove ha incontrato anche la moglie Michelle e la loro figlia Malia.
L’incontro è avvenuto nello Studio ovale, dove il presidente ha firmato un documento in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle bambine, istituita dall’Onu per l’11 ottobre.
Il presidente ha detto: “Nel mondo vi sono ragazze che un giorno saranno alla guida di nazioni, se solo daremo loro la possibilità di scegliere il proprio destino”.
“Ed in ogni continente, ci sono ragazze che continueranno a cambiare il mondo in un modo che possiamo solo immaginare, se solo lasceremo loro la liberta’ di sognare”. Malala ha appena ricevuto il premio Sakharov dell’Unione Europea ed era considerata una delle favorite per il Premio Nobel per la pace.
Nel lungo colloquio si è anche parlato dei droni in Pakistan. La 16enne pakistana, sopravvissuta il 9 ottobre 2012 a un tentativo di assassinio da parte dei talebani nella valle dello Swat, ha rimproverato che questi attentati hanno portato via la vita di “persone innocenti”. Inoltre, questi attacchi stanno allontanando i governi di entrambi i paesi. Malala, infatti, ha chiesto una maggiore cooperazione bilaterale.
“Gli Stati Uniti si uniscono al popolo pachistano e ai tanti altri nel mondo che celebrano il coraggio e la determinazione di Malala nel promuovere il diritto di tutte le bambine a frequentare la scuola e realizzare i propri sogni”, ha detto Obama.
“Investire nell’educazione delle bambine “è la cosa migliore che possiamo fare non solo per le nostre figlie e nipoti, ma anche per le loro famiglie, le loro comunità e paesi”, ha dichiarato Michelle.
