Prove di democrazia a Mosca dove ieri la campagna elettorale si è fermata in attesa del voto di oggi. Le prime elezioni per il sindaco della città dal 2003, da prima cioè che Vladimir Putin sospendesse l’elezione diretta dei governatori delle regioni (il sindaco di Mosca è equiparato a quello di governatore), si presentano come un test in cui probabilmente non saranno denunciati i brogli clamorosi che avevano fatto scattare le proteste contro il governo e contro Putin nel dicembre del 2011.
Una prova che il Cremlino può permettersi per il vantaggio che il sindaco uscente, l’ex capo di gabinetto di Dmitry Medevedev al Cremlino, Sergei Sobyanin, ha sempre mantenuto in questi mesi di campagna elettorale sul suo diretto avversario, il blogger anti corruzione Alexei Navalny scarcerato a sorpresa a luglio, il giorno dopo [url”la condanna a cinque anni di carcere”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=46926&typeb=0&Russia-il-blogger-nemico-di-Putin-condannato-a-5-anni[/url] per appropriazione indebita da un tribunale di Kirov, al termine di un processo costruito su basi politiche come ha ripeturamente denunciato l’oppositore.
«Mosca è la città con il terzo budget per grandezza al mondo, ma per gli standard di vita siamo al 154° posto», ha detto Navalny, che cova ambizioni presidenziali. «Perché? A causa della spudorata corruzione dei grassi gattoni corrotti che rubano il futuro, mio, vostro e dei nostri figli. Voglio mettere fine a questa ruberia. Vivo nella strada accanto, in un piccolo appartamento. Conosco i vostri problemi di tutti i giorni, perché sono anche i miei».
Oltre che a Mosca, si vota oggi in Russia per il sindaco di altre otto città, per il governatore di sette regioni e per le assemblee legislative di altre 16 soggetti della Federazione (a Yaroslav fra l’altro si attende il risultato piu’ negativo per Russia Unita, il partito di Putin). In tutto, 40 milioni di persone, la meta’ dell’elettorato russo, sono chiamate a esprimere un loro voto.
Chi è Navalny, il blogger odiato da Putin – Alexei Navalny è l’esponente di spicco dell’opposizione al potere di Vladimir Putin e di Russia Unita, un’opposizione altrimenti frammentata e divisa al suo interno. Avvocato specializzato in diritto societario e finanziario, 37 anni, ha iniziato a sfidare il potere in Russia acquistando piccole quote di azioni di società pubbliche quotate in borsa, riuscendo così ad accedere all’assemblea degli azionisti e a mettere in discussione l’operato dei manager delle compagnie su cui si fonda e alimenta il potere in Russia come Gazprom e Rosneft, denunciando casi di frode e corruzione.
Accuse di malaffare, le sue, dettagliate e documentate, poi pubblicate sui suoi blog e riassunte nei numerosi tweet che scandisce ogni giorno, un tema, quello della lotta alla corruzione e della trasparenza su cui si incentra, e secondo i critici si esaurisce, il suo programma politico. Navalny ha una moglie, Julia che ha preso parte attivamente alla campagna elettorale di questi mesi, due figli piccoli, e posizioni fortemente nazionaliste con cui respinge a cuor leggero le accuse di essere al servizio di potenze straniere, come gli Stati Uniti, dove ha trascorso nel 2010 diversi mesi, ospite dell’università di Yale.
Era stato lui a coniare in una intervista radiofonica il termine di “partito di ladri e truffatori” per parlare di Russia Unita, lui in prima fila e sul palco nelle manifestazioni di protesta contro i brogli alle elezioni e contro Putin dello scorso anno in cui lo slogan veniva scandito da migliaia di persone. Lui a essere puntualmente fermato e perseguito dalle autorità russe.
Dopo la stretta contro l’opposizione che ha fatto seguito al nuovo insediamento di Putin al Cremlino, contro Navalny sono state aperte quattro diverse inchieste giudiziarie, oltre a quella per cui è stato condannato a Kirov lo scorso luglio (Navalny è accusato insieme al fratello Oleg di aver portato la società pubblica Multy Industry Processing Company a firmare un contratto fasullo con una società di facciata di loro proprietà, sottraendole 3,8 milioni di rubli (121mila dollari), per l’appropriazione indebita di 100 milioni di rubli dal partito dell’Unione della Giusta causa, l’acquisizione fraudolenta di una distilleria nella regione di Kirov, e la frode di 55 milioni di rubli, sempre insieme al fratello Oleg, ai danni del produttore di cosmetici Yves Rocher).
Il primo caso, quello per l’appropriazione indebita di legname della compagnia pubblica Kirovlets ai tempi in cui era stato chiamato a fare da consulente al governatore indipendente della regione, si è conclusa con una, scontata, condanna a cinque anni di carcere e con la molto meno scontata scarcerazione in attesa dell’esito del processo d’appello il giorno dopo, un passo delle autorità che ha consentito a Navalny di proseguire la sua campagna elettorale come sindaco di Mosca, la città in cui l’opposizione a Putin è più marcata in Russia.
